La montagna cresce ma ha bisogno di idee e investimenti

Il capo del consorzio Gran Sasso L’Aquila-Terre Vestine: «Presenze salite del 20-30%, col distretto si cambia passo»
L’AQUILA. Alfonso D'Alfonso è presidente della Dmc Gran Sasso d'Italia, L'Aquila e Terre Vestine e conduttore dell'azienda agrituristica Terre del Tirino. La Dmc comprende i due terzi del Gran Sasso, versante Aquilano e Terre Vestine Pescaresi. «Siamo un territorio montano vero», spiega, «fortemente antropizzato con all'interno città d'arte come L'Aquila e Penne. Abbiamo oltre cento associati , dalle imprese agricole-agrituristiche, alle strutture alberghiere, dalla ristorazione alle imprese di servizi con eccellenze come l'albergo diffuso Sextantio e dimore storiche come Villa Dragonetti. In sintesi, rappresentiamo tutta l'offerta turistica del territorio».
D'Alfonso, come è stata la stagione turistica estiva?
«E' stata innanzitutto la prima estate vissuta dalle Dmc alle quali da settembre la Regione Abruzzo affiderà ufficialmente la governance del turismo, anche mediante una legge regionale che sarà presentata a breve. L'estate è stata buona, non voglio utilizzare toni trionfalistici, direi che c'è stata un' inversione di tendenza. E' circolata tanta gente e, rispetto all'anno precedente, stimerei un 20-30% in più di presenze. Abbiamo riscontrato un incremento significativo di stranieri, in particolare del nord Europa, ma anche un aumento delle presenze nazionali. La maggiore soddisfazione degli operatori è stata quella di vedere tornare tanti di coloro che erano stati qui l'anno scorso. E già ci sono impegni per l'anno prossimo».
Ci spiega cos’è una Dmc?
«La Dmc (Destination Managemen Company) è una compagnia di destinazione formata da operatori privati selezionati con evidenza pubblica, processo questo avviato dalla precedente giunta regionale e rilanciato dall'attuale. Ogni Dmc ha un capitale di 100mila euro versati dai soci e persegue un duplice obiettivo: la promo-commercializzazione del territorio e la definizione dell'offerta turistica attraverso una serie di azioni cofinanziate dagli stessi soci. E chi come me ha ruoli di responsabilità all'interno dei Cda lo fa a titolo gratuito. Con la Dmc l'operatore turistico locale, che è per definizione piccola impresa, ha la possibilità di lavorare in rete. Questo comporta certamente un importante salto culturale ed offre notevoli vantaggi».
La montagna che potenzialità turisticoha?
«Un grande potenziale, anche di turismo estivo, sinora poco sfruttato in Abruzzo ma che comincia ad imporsi come turismo di qualità, con presenze anche in più giornate».
Che tipo di turista?
«E' un turista attento a ciò che offre il territorio. Desideroso di vivere le esperienze uniche che solo qui può trovare. E' la formula sulla quale noi vorremmo lavorare, sfruttando anche una sere di occasioni irripetibili. Penso all'ammodernamento delle infrastrutture del Gran Sasso, al recupero dei sentieri e alla garanzia di accessibilità invernale, il tutto in fase di progettazione avanzata».
Ci dà qualche cifra?
«Ci sono circa 50 milioni di euro messi a disposizione del Comune dell'Aquila da investire sul Gran Sasso. Circa 2 milioni e 500mila euro, stanziati dalla Regione Abruzzo, per la rete sentieristica di alta, media e bassa montagna, di cui 300mila per il piano marketing. Da parte nostra impegneremo 250 mila euro di cofinanziamento per il miglioramento dell'offerta delle imprese associate. Ci saranno poi le risorse, circa 9 milioni di euro, finalizzate allo sviluppo economico del turismo e alla nuova imprenditorialità su tutta l'area del cratere. Se tutto questo verrà messo opportunamente in rete e gestito con un obiettivo strategico unico si contribuirà a migliorare l'offerta. Molto c'è da lavorare sugli impianti di risalita sia a supporto del turismo invernale che di quello estivo. Lo sci che si può praticare sul Gran Sasso oggi è solo per pochi esperti. Bisogna aumentare la fruibilità anche per normali sportivi e consentirne l'utilizzo per chi pratica i nuovi sport che non sono solo lo sci alpinistico. Ecco perché va sostenuto lo sforzo dell'amministrazione comunale dell'Aquila e di tutte le comunità locali che vogliono ammodernare gli impianti di risalita di Campo Imperatore nel pieno rispetto dell'ambiente che è per noi una priorità assoluta».
In che modo?
«Bisogna portare avanti progetti di innovazione mettendo da parte posizioni ideologiche. Per questo ci aspettiamo che il sistema politico e territoriale remino in un'unica direzione. Sarà importante anche lo sforzo sulla realizzazione del Distretto Turistico. In tal senso c'è stata una forte spinta da parte del vicepresidente Giovanni Lolli che tra l'altro è un appassionato della montagna. Il nostro sarà il primo Distretto Turistico Montano in Italia».
Con quali vantaggi?
«Comporterà un forte abbattimento delle barriere burocratiche e regimi di defiscalizzazione degli investimenti. A livello nazionale ci sono solo sei distretti costieri, il nostro sarà il primo Distretto Turistico della Montagna. Il ministro Dario Franceschini ha fatto propria l'iniziativa e dal convegno di Santo Stefano di Sessanio è partita un'azione che ha messo insieme ben 60 Comuni delle tre Province, L'Aquila Pescara e Teramo».
Dal punto di vista delle infrastrutture avete bisogno di molti investimenti?
«Il turismo montano sconta un ritardo che oggi diventa un punto di forza, perché non c'è bisogno di fare reinvestimenti pesanti per fare innovazione come sulla costa, ma di investire, creare e costruire. Qua c'è la possibilità di creare nuova impresa turistica ed è più facile stare al passo coi tempi: si possono utilizzare le risorse della ricostruzione e si possono creare nuove imprese. Importante è la presenza nel Distretto di giovani che vogliono fare impresa. Ma per intercettare un certo tipo di turismo, penso a quello Usa, c'è anche bisogno di infrastrutture con un alto tasso di innovazione e comfort. Per questo la nostra Dmc, congiuntamente a quella di Teramo, è al lavoro per ottimizzare le risorse già disponibili (ad esempio stiamo realizzando un portale web e cartografia unica per le prenotazioni su tutto il comprensorio del Gran Sasso) e per intercettare le ulteriori risorse comunitarie ad oggi inutilizzate. Stiamo insomma lavorando alla costruzione di un grande brand turistico, il brand Gran Sasso».
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