La prima versione: «Non siamo stati noi»

L’associazione tenta una disperata difesa e aggiunge: siamo i primi a voler risolvere questa brutta situazione
L’AQUILA. Poche parole, strappate al telefono a chi vuole restare anonimo. Gli escursionisti campani avevano annunciato una nota, per fornire la loro versione dei fatti, ma alla fine non è arrivata. A parlare, contattato dalla redazione del Centro, è uno degli appartenenti al gruppo “Somma Trekking”: la pagina di Facebook tempestata di messaggi e insulti è stata criptata e resa accessibile a pochi, ma vi compare ancora l’indirizzo dell’associazione e il numero di telefono.
«Non siamo stati noi», spiega l’interlocutore anonimo che risponde alla telefonata, «e siamo i primi a voler risolvere questa brutta situazione. Noi saliamo sulle montagne tutti i giorni, siamo degli appassionati della natura. Non è stata neanche una leggerezza. Non si sale a 3.000 metri di quota portandosi dietro la bomboletta spray. E’ anche nostro interesse capire come è veramente andata».
Le due scritte con la vernice rossa non dovrebbero essere di grandi dimensioni, stando alle foto che circolano. Ma la vicenda ha destato comunque un’attenzione eclatante, volando sull’etere.
Fra le decine e decine di messaggi lasciati sia sulla bacheca degli escursionisti che sulle pagine del più popolare social network, si leggono commenti aspri, offensivi e solo raramente di comprensione verso quella che può essere stata una bravata finita male. “C'è chi sul Gran Sasso lascia il cuore e chi una firma”, scrive al gruppo di “Somma Trekking” una donna che aggiunge: “Grazie. Comunque, vi ricordo che per il reato di alterazione di bellezze naturali in luoghi demaniali soggetti a tutela paesaggistica e per aver imbrattato beni immobili di pubblico interesse si viene denunciati. Spero che l'ente Parco lo faccia”.
E ancora: “Non siete classificabili”, posta un frequentatore del web, “fossi in voi mi armerei di prodotti in grado di cancellare quello che avete scritto. Ovviamente senza fare altri danni”.
Per un avvocato, “il Gran Sasso d'Italia è stato stuprato e insozzato con la violenza della inettitudine e della ignoranza di taluni signori che, con un disegno preparato e pre-intagliato, hanno verniciato le rocce di questa nostra splendida montagna soltanto per far sapere al mondo che esistono degli inetti che non hanno la minima idea di cosa significhi rispetto per l’ambiente e amore per la natura. Speriamo vivamente che non si tratti di voi della Somma Trekking e che qualcuno si sia spacciato per voi. Altrimenti attendiamo che da voi giungano messaggi di scuse, con l'impegno a tornare sul Gran Sasso, ma per ripulire il folle scempio”.
Una domanda rimasta senza risposta: “Vorrei sapere se nell'oggetto del vostro statuto associativo è citato il rispetto per la natura. Imbrattare con scritte e simboli autocelebrativi i sentieri delle montagne è un gesto disgustoso. Non c'è nessun bisogno di marcare il vostro passaggio (nemmeno chi scala l'Everest si sognerebbe di farlo), non conoscete i concetti di tutela del patrimonio naturalistico, non potete qualificarvi come escursionisti. Spero che le autorità competenti vi facciano capire meglio questo concetto a suon di multe”. (r.s.)
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