La Regione cerca dirigenti in cambio pretende risultati

Pubblicato il bando per 84 incarichi: 51 per personale interno, 33 aperto a professionisti (priorità agli Enti pubblici). Ma nei contratti c’è una clausola...
PESCARA. La Regione ha in questo momento più uffici (84) sprovvisti di dirigenti che di personale e va “a caccia” di nuovi profili appropriati alle sue esigenze. Come? Attingendo fra i 51 attuali dirigenti e selezionando 33 nuove figure alle quali saranno attribuiti gli incarichi dirigenziali finora scoperti.
Professionisti – avvocati, geologi, architetti, economisti – possono iniziare a consultare il bando di selezione che la Regione ha pubblicato, la cui prima scadenza per i dirigenti interni è venerdì prossimo; la seconda fase per gli altri 33 incarichi dirigenziali dev’essere definita, ma di certo, fanno trapelare alla Regione, nell'attribuzione sarà presa in considerazione la mobilità del personale degli Enti locali (Province, Comunità montane, ecc).
Il bando per l'assegnazione delle 84 funzioni dirigenziali dei servizi della Regione è quindi rivolto nella prima fase ai 51 dirigenti a tempo indeterminato (con scadenza delle domande venerdì) attraverso una procedura di valutazione comparativa dei curricula in modo tale che il personale sia assegnato ai posti che gli compete. Da sottolineare che per la prima volta gli obiettivi saranno indicati nel contratto di lavoro.
Il bando si riferisce infatti ad un disciplinare - previsto dal Piano anticorruzione della Regione - nel quale sono stati stabiliti i criteri e le procedure per l'attribuzione degli incarichi. Nell'avviso è richiamata in particolare la delibera di giunta regionale 400 del 27 maggio, con la quale sono stati individuati gli obiettivi dei Dipartimenti e dei servizi della Regione. E fra gli obiettivi primari figurano l'eliminazione entro l’anno degli arretrati preesistenti ed ereditati, la valorizzazione del patrimonio immobiliare e culturale dell’ente, la programmazione e realizzazione del potenziamento strategico del settore delle infrastrutture, l'innovazione e la facilitazione per la vita delle imprese, la formazione avanzata diretta ai giovani e al loro progetto di vita, l'ampliamento delle procedure di consultazione e partecipazione dei cittadini e delle loro organizzazioni alle politiche regionali e alla programmazione delle risorse.
«Andiamo finalmente a riempire delle caselle che consentiranno alla Regione di funzionare bene con dirigenti scelti e obiettivi chiari», commenta il direttore generale della Regione Cristina Gerardis, tenendo a precisare che comunque non ci sarà alcun aggravio di spesa per la Regione. E aggiunge: «Gli obiettivi da conseguire faranno parte integrante e determinante del contratto di lavoro proprio per evidenziare la valorizzazione del risultato concreto individuato sulla base del programma di governo; viene anche rivoluzionato il sistema di valutazione dei dirigenti, che così non prenderanno più retribuzioni di risultato a pioggia e senza una verifica attenta sulla base di una unità di misura chiara ed oggettiva». Un giro di vite nei confronti dei dirigenti le cui attuali valutazioni (e i conseguenti riconoscimenti economici), da parte dell’assessore al Personale Silvio Paolucci, sull’effettivo raggiungimento degli obiettivi ha già registrato malumori.
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