La Regione dice basta al superconsumo di suolo

Approvato in Giunta il progetto di legge che prevede la rigenerazione urbana Di Matteo: «Uno strumento innovativo che sburocratizza il sistema»
PESCARA . Ridurre il consumo di suolo, favorendo, al contrario, la rigenerazione urbana e il “riuso” del territorio, uniti a una nuova concezione del piano regolatore comunale.
Sono alcune delle linee guida, assieme all’alleggerimento delle procedure burocratiche, del progetto di legge recante “Norme”, approvata dalla Giunta regionale nel corso dell’ultima riunione. A illustrare il nuovo strumento per la pianificazione del territorio, che nelle intenzioni del legislatore è pensata per «migliorare la qualità dei luoghi di vita e di lavoro di interi quartieri degradati», l’assessore regionale all’urbanistica, Donato Di Matteo.
«Uno strumento normativo innovativo che sburocratizza il sistema. Si tratta di una legge», ha detto l’assessore, «che pone obiettivi semplici, che consistono sostanzialmente nel dividere il territorio in aree fabbricate e non fabbricate. La differenza, rispetto al passato in cui la normativa di riferimento prevedeva più tipologie di aree, spesso anche in contrasto tra di loro in quanto a pianificazione urbanistica», ha spiegato l’assessore, «non è di poco conto. Infatti, nelle aree del fabbricato, le vecchie zone B, C o D, è possibile determinare processi di rigenerazione, riqualificazione e di riorganizzazione, prevedendo anche dei contratti con i privati, che comprendono istituti come perequazione e compensazione». L’obiettivo è fare sì che questi agglomerati possano essere ristrutturati e recuperati, «sia ai fini dell’offerta abitativa, sia allo scopo di migliorare la qualità e la vivibilità delle aree stesse. In sostanza», ha concluso Di Matteo, «si tratta di una legge dal notevole impatto sociale che coniuga in maniera virtuosa l’edilizia ed il governo del territorio».
Oltre all’assessore Di Matteo, all’Aurum, sono intervenuti il consigliere regionale del Pd, Camillo D’Alessandro, il direttore del dipartimento turismo, cultura, e paesaggio della Regione Abruzzo, Giancarlo Zappacosta, il dirigente del servizio governo del territorio Regione Abruzzo, Bruno Celupica, e il professor Paolo Urbani, docente alla Facoltà di Architettura dell’Università D’Annunzio.
«La nuova legge sull’urbanistica», informa la Regione, «recupera un ritardo di anni visto che altre Regioni sono intervenute in modo organico già da tempo. Il legislatore statale, anche in assenza di una legge di principi, ha introdotto diverse innovazioni che incidono a vario titolo sia sul piano urbanistico vigente sotto il profilo dei contenuti, sia sulla materia della disciplina dell’attività edilizia creando una forte implicazione tra i due settori». Di questi temi si fa carico la nuova proposta di legge della Regione Abruzzo. (c.s.)
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