La Regione non dà i soldi la Asl non versa l’indennità

11 Luglio 2018

La lettera del direttore dell’azienda sanitaria di Chieti, Flacco, gela le aspettative Pettinari (M5S): «Alle promesse non seguono fatti». Ma Pescara potrebbe pagare

PESCARA. Sembrava una vertenza risolta, quella delle guardie mediche abruzzesi, e invece si ricomincia tutto da capo. A gelare le aspettative dei medici della continuità assistenziale è una lettera dello scorso 9 luglio firmata dal manager della Asl di Chieti, Pasquale Flacco. «Questa azienda», scrive Flacco in una nota inviata ai sindacati di categoria, «è impossibilitata a dare attuazione all’accordo per mancanza di copertura finanziaria». Il riferimento è alla vicenda delle indennità di rischio, sospese nel 2017 con delibera di giunta, a seguito di una richiesta di chiarimenti da parte della Corte dei conti. Contestualmente allo stop alle indennità, la Regione dispone la restituzione delle somme erogate a tale titolo negli ultimi dieci anni, e le Asl inviano le lettere ai medici con le quali chiedono indietro somme anche consistenti.
A seguito della mobilitazione, il mese scorso la Regione approva una legge regionale con la quale sospende il recupero delle somme, e ripristina il pagamento di un’indennità ambulatoriale, al posto della vecchia indennità di rischio. E si arriva a luglio quando i medici chiedono, giustamente, che le Asl tornino a erogare le indennità. «Questa azienda», scrive ancora Flacco, «ha formalmente richiesto alla Regione l’aumento del budget annuale per la medicina convenzionata. Tuttavia, a oggi, alcun riscontro è pervenuto da parte della Regione, né è stato accordato o concesso l’aumento del budget annuale. Pertanto», conclude, «si conferma che l’accordo attuativo aziendale non ha avuto esecuzione, né potrà essere attuato in futuro».
«Oltre al danno», commenta il consigliere regionale M5S, Domenico Pettinari, «anche la beffa. È il chiaro esempio di come alle promesse seguano i fatti, tipico del governo regionale. Il danno maggiore», commenta, «è che questa promessa ha creato una falsa aspettativa economica in tutte quelle guardie mediche che avevano già subito un attacco ingiustificato dalla Regione». Si tratta, spiega Pettinari, di somme che sulla busta paga delle guardie mediche incidono da un minimo di 200 a un massimo di 400 euro. «Tra l’altro», aggiunge il consigliere regionale del M5S, «sembrerebbe che la Asl di Pescara abbia deciso di pagare, mentre L’Aquila e Teramo stanno ancora valutando. In questo modo si determina di fatto una disparità di trattamento inaccettabile. La responsabilità politica della Regione è grave, perché non dovrebbe consentire queste singole prese di posizione delle Asl».