«La Regione non tagli Oculistica all’Aquila»

Ciancaglini: è un reparto d’eccellenza, fa numeri alti, ma non c’è nella bozza di riordino
L'AQUILA. No al ridimensionamento dell'unità operativa complessa di Oculistica dell'ospedale “San Salvatore”. È l'appello dei medici del reparto aquilano, ritenuto un punto di riferimento regionale per la chirurgia corneale per la correzione dei difetti visivi, per la chirurgia del glaucoma con impianti miniaturizzati, per quella della cataratta con microincisioni e per la chirurgia oncologica e funzionale delle palpebre. Una realtà ospedaliera «di rilievo», come dice il responsabile dell'Oculistica, Marco Ciancaglini, che attira nell'ospedale aquilano 11-12mila utenti all'anno per le varie prestazioni. «Il 50% di tali pazienti arriva da fuori Asl e da fuori regione», spiega Ciancaglini, «e in alcuni casi anche dall'estero: un esempio virtuoso di mobilità attiva». A mettere in allarme i medici dell'Uoc di Oculistica dell'Aquila sono, ora, le notizie che emergono sulla bozza del piano di riordino sanitario regionale, per lo più indiscrezioni sulla stampa, che vedrebbe il depotenziamento dell'Oculistica del San Salvatore a unità operativa semplice dipartimentale. A chiedere un passo indietro rispetto ai dettagli emersi di recente sulla rete sanitaria futura è, oltre al responsabile dell'Oculistica, tutto lo staff che vi lavora: non solo medici specialisti ma anche tanti dottorandi, che fanno un appello alla politica regionale «a non sottrarre risorse al polo di ricerca oftalmica universitaria dell'Aquila» e al nuovo manager Rinaldo Tordera a difenderne le prerogative. «Se chiudesse l'Oculistica morirebbe anche il corso di laurea in Ortottica e Specializzazione oftalmologica», spiega Ciancaglini, «ad essa collegato». Il piano di riordino della sanità regionale per l'applicazione del Decreto Lorenzin, è ormai in fase di stesura definitiva (dovrà essere presentato al ministero della Salute il prossimo 31 marzo). Il nuovo assetto prevede tagli consistenti al numero delle unità operative complesse (le Uoc) per cui in Abruzzo sarebbero previste 4 Uoc di oculistica. «Quella dell'Aquila», denuncia il professore, «è sparita dalla mappa delle unità previste all'ospedale San Salvatore e si assiste ad un balletto incerto di notizie, ora addirittura c'è l'ipotesi di soppressione con l'istituzione di sole 3 Uoc per tutta la regione e assenza di una struttura di riferimento per le zone interne. La richiesta di una Uoc di oculistica all'Aquila», conclude Ciancaglini, «non è una difesa di campanile».
Marianna Gianforte

