La Regione si smarca dal referendum? E’ polemica
PESCARA. «Abbiamo attivato l’iniziativa referendaria per fermare Ombrina di ferro. Risolto il problema definitivamente con la norma di legge pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, è cessata la materia...
PESCARA. «Abbiamo attivato l’iniziativa referendaria per fermare Ombrina di ferro. Risolto il problema definitivamente con la norma di legge pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, è cessata la materia del contendere. Dopo la pronuncia della Corte costituzionale sul quesito restante, ci attiveremo con il governo per estendere e allungare la protezione del mare blu oltre le 12 miglia e concorrere a risolvere il problema delle isole Tremiti delle regioni limitrofe e dell’intero Adriatico. Dal 20 riprenderemo l’iniziativa politica ed istituzionale in questo senso, battendoci come ci siamo adoperati per contrastare la nascita di Ombrina»: arriva in serata la nota con la quale il coordinatore della maggioranza in consiglio regionale, Camillo D’Alessandro, risponde alle polemiche sulla marcia indietro che la Regione avrebbe fatto sui referendum anti-trivelle.
Ad innescarla sono stati l'esponente del Prc Maurizio Acerbo e il deputato forzista Fabrizio Di Stefano annunciando di aver appreso che il consigliere Lucrezio Paolini (Idv), «evidentemente su input del governatore, Luciano D'Alfonso, ha ritirato la delega all'avvocato professor Stelio Mangiameli per i quesiti referendari anti-trivelle». «Può il presidente surrogare il consiglio regionale, che aveva deliberato in tal senso?», domanda in particolare Di Stefano. «Non si dica che la Legge di Stabilità ha bloccato Ombrina», aggiunge il deputato riferendosi al progetto offshore davanti alla costa teatina, «Ombrina forse è stata bloccata, ma altre trivellazioni possono ancora essere autorizzate. Se sommiamo la sospensione dell'autorizzazione a Ombrina, l'autorizzazione alla società Petroceltic in Puglia e questa iniziativa, sono a mio giudizio tutti indizi che ci fanno preoccupare e, come diceva sempre il saggio senatore Giulio Andreotti, “a pensar male è peccato, ma troppo spesso ci si indovina”».

