La ricetta diventa digitale e presto andrà in soffitta

Per gli abruzzesi è già una realtà da qualche mese, ma da marzo è obbligatoria I vantaggi? Si evitano errori in farmacia e il ticket vale anche fuori regione
PESCARA. Dal primo marzo in Abruzzo, come in tutta Italia, dal medico obbligatoriamente solo ricette digitali, mentre quelle rosse rimarranno in vita solo per le visite domiciliari. Una novità, tra l'altro, non novità per l'Abruzzo, visto che le ricette elettroniche di colore bianco in regione circolavano già dall'1 gennaio del 2015. Ora, però, sarà possibile, per un paziente abruzzese, farsi prescrivere un medicinale dal proprio medico di base, e spedire la ricetta anche in un'altra regione, pagando il ticket stabilito nella regione di provenienza. In precedenza, invece, il paziente avrebbe dovuto pagare il ticket applicato dalla regione in cui si effettuava l'acquisto del farmaco. Idem per gli esami specialisti. A breve, tuttavia, fa sapere Camillo Odio, responsabile, in Regione, della sanità digitale, dovrebbe scomparire anche il cartaceo della ricetta digitale: basterà recarsi in farmacia, presso un laboratorio, o in ospedale, con la tessera sanitaria, dopo che il medico di base avrà inserito nel sistema informatico le richieste. «In futuro verrà sostituito il promemoria», precisa Odio. «Per il secondo semestre di quest'anno», nota il responsabile della sanità digitale, «s'inizieranno a verificare i meccanismi di questa procedura e poi tireremo le somme l'anno prossimo». Un nuovo modello, «che in Abruzzo ha avuto un buon livello di assolvimento», come ha sottolineato Odio, il quale porterà anche all'azzeramento di eventuali errori sia del medico, nella prescrizione del farmaco o di un esame specialistico, sia del farmacista. «Un domani sarà inserito un chip dentro alla tessera sanitaria», spiega il presidente dell'Ordine dei farmacisti della provincia di Pescara, Giuseppe De Luca Radocchia, «ma già da ora l'errore da parte degli attori coinvolti diventerà nullo. Al momento di caricare la prescrizione, da parte del medico, «in caso di errore sul nome del farmaco il sistema informatico rifiuterà l'inserimento. Come pure», aggiunge, «al farmacista verrà negato ogni errore al momento della vendita. Un bip sonoro lo avvertirà, per esempio, se sta per essere effettuata al paziente la consegna di un farmaco avente un dosaggio diverso da quello prescritto dal medico». Tuttavia, rileva De Luca Radocchia, titolare di una farmacia a Torre de' Passeri, non tutti i medici di base hanno accolto con favore la nuova disposizione. «Alcuni di essi», osserva il farmacista, «si rifiutano di prescrivere attraverso la ricetta digitale. Dicono di non voler spendere soldi per il consumo della carta per la stampante e per il toner. Insomma», fa sapere De Luca Radocchia, «questi medici di base che si rifiutano dicono che le spese che prima erano di competenza delle Asl, ora sono state riversate su di essi». Ma i medici di medicina generale puntano il dito anche su «una asincronia», come puntualizza Lucio Zinni, presidente regionale della Simg, la Società italiana di medicina generale. «Sono assolutamente favorevole alla dematerializzazione», evidenzia Zinni, «ma anche nel nuovo sistema le fustelle continueranno ad esistere», dice Zinni riferendosi agli adesivi che il farmacista apponeva sulle ricette rosse, «e le farmacie ospedaliere abruzzesi continueranno ad accettare solo le ricette rosse». E se anche Zinni fa notare che la spesa per l'innovazione è ricaduta sui medici di base, il presidente della Federfarma Abruzzo, Giancarlo Visini, rimarca che ora «si potrà conoscere la spesa farmaceutica quotidianamente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

