La ripresa s’è desta «E’ il momento di pensare al futuro»
I dati dell’Istat commentati dall’economista Giuseppe Mauro «Il masterplan può fare da volano se realizzato senza vincoli»
SEGUE DALLA PRIMA. Nel breve periodo si tratta di un risultato nell'insieme positivo perché contribuisce a invertire una prolungata tendenza negativa, che se da un lato aveva posto in una posizione di marginalità numerose piccole imprese e laboratori artigiani, dall'altro aveva procurato una polarizzazione dei redditi, con l'accresciuta disuguaglianza sociale e la caduta del reddito del ceto medio.
Nel corso del 2016, si dovrebbe confermare o consolidare questo andamento, anche se l'evoluzione dell'economia mondiale e la volatilità dei mercati finanziari conferiscono una visione meno ottimistica rispetto alle precedenti rilevazioni. Comunque, il bicchiere comincia lentamente a riempirsi e ciò spinge verso qualche riflessione di politica economica a livello regionale. Due aspetti meritano considerazione e appaiono imprescindibili per una ripresa degna di questo nome. Il primo aspetto riguarda il credito. Dopo gli anni difficili, che hanno visto prima il commissariamento e poi l'acquisizione di importanti istituti bancari locali da parte di banche extraregionali, l'assetto creditizio sembra essere definito, una volta conclusa la vendita della Carichieti. Ha poca importanza ricercare le responsabilità di quanto accaduto.
È stato un periodo molto delicato per il sistema bancario abruzzese. Si può soltanto affermare che la fase di incertezza, unitamente alla crisi economica, ha ulteriormente accentuato lo scollamento tra credito e tessuto produttivo. Bisogna ricreare il rapporto di fiducia tra banche e imprese e questo importante obiettivo può essere realizzato se l'auspicata ripresa economica si associa con la stabilità e la solidità del sistema bancario. Il secondo aspetto riflette la questione degli investimenti. Una politica economica che cerca di fronteggiare l'austerità deve contenere la spesa pubblica orientandola e ricollocandola verso gli investimenti. Ritengo che in Abruzzo ci sia molta spesa con livelli di produttività davvero scarsi e tale tipologia di spesa, nel caso dovesse persistere, contribuisce a danneggiare il futuro economico della regione. È vero, l'Abruzzo dispone di un territorio piuttosto piccolo e nulla può fare contro le tendenze che si delineano a livello internazionale o nazionale.
Tuttavia, una efficace sistemazione della spesa pubblica potrebbe liberare risorse da destinare alla ripresa. È noto che la quota degli investimenti è fortemente diminuita dal 2009. Il masterplan, con oltre 1 miliardo di euro, se realizzato con prontezza, efficienza e senza vincoli clientelari e municipalistici può rappresentare un volano di straordinaria importanza. L'intervento deve riguardare soprattutto i temi prioritari dallo sviluppo: dalla logistica all'agroalimentare, dalla rigenerazione urbana e ambientale alla politica industriale, dalla ricerca e innovazione al potenziamento delle reti telematiche, secondo una visione organica e di sistema. Ora è arrivato il momento di pensare al futuro. L'appuntamento con la crescita non può più essere rinviato. Ecco perché è quanto mai necessario innalzare il confronto politico e sociale, ponendo il tema dello sviluppo al centro del dibattito.
È con l'occhio rivolto al domani che possiamo trasmettere fiducia alle nuove generazioni e sicurezza al mondo produttivo. I confronti al ribasso non interessano a nessuno.
Giuseppe Mauro

