La rivolta del Vastese: «Via dal carrozzone Arap»

31 Gennaio 2016

Tutte le imprese di Piana Sant’Angelo contro l’immobilismo, costi e disservizi dell’Azienda regionale delle attività produttive: paghiamo senza ottenere nulla

SAN SALVO. Nel 2014 la lettera di Graziano Marcovecchio, presidente di Pilkington Italia con la quale annunciava la decisione del colosso vetrario e delle industrie satellite, Primo e Bravo, di uscire da Confindustria. Ora la levata di scudi di tutte le aziende di Piana Sant'Angelo contro la Regione. Le aziende si ribellano e chiedono di uscire dall'Arap, l’Azienda regionale delle attività produttive che ha ha inglobato i consorzi industriali.

La decisione è stata comunicata al sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca e all'assessore alle Attività produttive Oliviero Faienza nel corso di una riunione. Imprenditori e artigiani, alla presenza del consigliere provinciale Tonino Marcello, hanno lamentato l'abbandono dell'area di competenza da parte dell'Arap. «Il coro è stato unanime nell'evidenziare incompiute e carenze che caratterizzano l'azione dell'Arap: mancanza di manutenzione delle strade, carenza di illuminazione, totale assenza di cura del verde», spiega il sindaco Magnacca. «E ancora più gravi», prosegue il primo cittadino, «sono state le denunce che abbiamo raccolto dal mondo dell'impresa in merito a ostacoli, lungaggini e aggravi burocratici riscontrati nel momento in cui si entra in contatto con l'Arap».

Le proteste maggiori riguardano gli "oneri condominiali" dovuti al Consorzio, senza che questi trovino corrispondenza in servizi a favore delle aziende. «Senza contare», riprende la Magnacca, «i costi legati alle pratiche, quelli per le convenzioni, quelle relative agli affitti. Gli imprenditori della zona attendono da decenni, una rivisitazione della pianificazione urbanistica da parte del Consorzio, visto che quella attuale è obsoleta e non più rispondente alle esigenze di coloro che ancora oggi hanno il coraggio di intraprendere un'attività».

Le industrie lamentano l'assenza di qualsiasi investimento negli ultimi venti anni e di una pur minima iniziativa politica di promozione dello sviluppo per l'area industriale di San Salvo. «La situazione», annota il sindaco, «è peggiorata con la costituzione dell'Arap che ha consentito il drenaggio delle risorse del Coasiv (consorzio di sviluppo) verso altri territori e altri consorzi indebitati gravemente e l'allontanamento della sede decisionale rispetto al bacino d'utenza fissata, per il momento, a Pescara. Un carrozzone. Questa situazione dura da anni e non aiuta le aziende in un momento difficile come l’attuale nel secondo polo industriale della regione. E questa assenza di programmazione per lo sviluppo, aggiornamento della pianificazione, a fronte di un aggravio di costi e burocrazia , non può più essere tollerato. E' bene che arrivino scelte e decisioni in grado di promuovere e sostenere li sviluppo di queste aree all'interno di un sistema istituzionale», conclude la Magnacca che promette: «Lavoreremo insieme alle aziende e alle associazioni per individuare la soluzione più congeniale».

Paola Calvano

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