«La sfida Concordia vinta con l’idea di un ortonese»

14 Marzo 2015

ORTONA. «Noi italiani siamo abituati a denigrarci, agli americani invece gli stampano un dollaro sopra la culla e tutta la vita vivono così»: lo dice accennando un sorriso amaro Silvio Bartolotti...

ORTONA. «Noi italiani siamo abituati a denigrarci, agli americani invece gli stampano un dollaro sopra la culla e tutta la vita vivono così»: lo dice accennando un sorriso amaro Silvio Bartolotti quando racconta alla platea del Teatro Tosti le emozioni e gli insegnamenti che gli ha lasciato l’operazione di recupero della Costa Concordia all’Isola del Giglio. Lì per due anni e mezzo gli uomini della Micoperi hanno lavorato fianco a fianco con il gruppo Usa Titan per realizzare «la sfida impossibile».

«E’ stato un trionfo dell’ingegneria italiana», sottolinea l’ad di Micoperi, «e dovete sapere che dietro a questo successo c’è la trovata proprio di un ortonese che adesso è al lavoro in qualche parte del mondo. Si chiama Romeo Santucci ed è lui che ha inventato lì per lì il sistema di bloccaggio delle catene allo scafo della nave. Un sistema che abbiamo chiamato nella sua semplicità geniale click-clack e che abbiamo subito brevettato ed applicato in altre occasioni». Il pubblico, già toccato dalle immagini drammatiche e contemporaneamente spettacolari che sono state fatte scorrere in un video Micoperi, si lascia andare ad un applauso, rivolto, sì, al concittadino Santucci, ma evidentemente a tutti gli uomini che hanno contribuito a far riemergere insieme alla Concordia «l’orgoglio italiano».

«Eppure durante tutti quei mesi ci hanno provato più volte a buttarci giù dicendo che saremmo stati la solita azienda italiana che avrebbe fallito, è stato un massacro da questo punto di vista, abbiamo lavorato con una pressione terribile addosso», rivela Sergio Girotto project manager del progetto Concordia, l’uomo che abbiamo visto in quasi tutte le conferenza stampa di quei giorni. L’emozione più grande? «Quando abbiamo raddrizzato la nave e quando ha iniziato a viaggiare: ho visto i mei uomini piangere», risponde Bartolotti. Altri aneddoti? «La necessità di inventarsi subito soluzioni tecniche in base all’esperienza, non nascondo ad esempio che quel sistema click-clack è venuto fuori mentre eravamo al ristorante e che è stato disegnato su un tovagliolo».

L’imprenditore riconduce Il segreto del successo al lavoro di squadra: stessi intenti, stessa serietà, aiutare chi si trova più indietro. «Perché così chi lavora può innamorarsi della fatica». Non a caso lo slogan nell’operazione Concordia è stato “determinazione e amore”. Sì, amore, il rispetto verso l’Isola del Giglio dove l’azienda è rimasta per ripulire i fondali e dove ha rifatto una chiesa, sostiene il Circolo velico e ha in programma di avviare percorsi trekking.

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