La valigia quest’estate pesa di più: nuova stangata sul carburante

L’osservatorio di Federconsumatori stima una spesa di 265 euro all’anno a carico di ogni famiglia. In Abruzzo il prezzo medio del gasolio è stabilmente sopra i 2 euro al litro, la benzina a 1,9
L'AQUILA. I prezzi di benzina e gasolio tornano a salire. E in tempi di vacanze, viaggi e gite fuori porta, pesa ancora di più. Con le nuove tensioni nello stretto di Hormuz, le quotazioni del petrolio sono schizzate in alto trascinando il costo del carburante, ormai del tutto privo dei ritocchi sulle accise che avevano parzialmente aiutato i consumatori nella fase dei rincari. In Abruzzo il prezzo medio del gasolio è di 2,029 euro, la benzina viene venduta a 1,911 euro, il gpl servito a 0,771 e il metano a 1,512. All'Aquila il costo del gasolio self si attesta a 2,029 euro di media, la benzina a 1,093, il gpl servito a 0,882 e il metano a 1,650. A Pescara il prezzo medio del gasolio è di 2,040 euro, la benzina costa in media dieci centesimi in più, 2,050 euro, mentre il gpl è a 0,775 euro e il metano a 1,399.
A Chieti il gasolio ha raggiunto i 2,020 euro, la benzina è a quota 2,010, il gpl a 0,775 e il metano a 1,499. Infine, Teramo con il gasolio venduto a 2,039 euro, la benzina a 1,890, il gpl servito a 0,799 e il metano a 1,490. Secondo le stime aggiornate dell'Osservatorio nazionale Federconsumatori, i sovrapprezzi continueranno a pesare sulle tasche dei cittadini, con aggravi di 138,60 euro a famiglia in termini diretti, sui pieni di carburante, a cui si aggiungono 126,40 euro di spese aggiuntive indirette, dovute all’aumento dei costi per il trasporto dei beni di largo consumo, che in Italia avviene per oltre l’86% su gomma. Ogni famiglia spenderà, in media, 265 euro in più l'anno, a causa dei nuovi incrementi dei carburanti.
«Una scelta che peserà sulle vacanze degli italiani, e sulle loro scelte di consumo, già condizionate da un potere di acquisto ridotto ai minimi termini dopo anni di aumenti spesso ingiustificati», afferma Federconsumatori, che chiede al governo «di assumere decisioni coraggiose reintroducendo opportuni tagli sulle accise, disponendo un meccanismo di accisa mobile efficace, in cui i prezzi della materia prima superano una certa soglia di differenziale rispetto al periodo precedente; attivando controlli a tappeto e disponendo severe sanzioni per contrastare fenomeni speculativi nel settore e scorporando, una volta per tutte, le accise dal calcolo dell’Iva che genera una inaudita imposizione di una tassa sulla tassa che alleggerisce le tasche dei cittadini».
Sul piano nazionale, ammonta a quasi 1,5 miliardi di euro l'aggravio di spesa che gli automobilisti potrebbero dover sostenere tra luglio e agosto a causa dell'aumento del prezzo del carburante. Secondo i dati elaborati da “Facile.it”, considerando i consumi di carburante rilevati sulla rete a luglio e agosto 2025, lo scorso anno gli italiani hanno speso poco meno di 9 miliardi di euro in rifornimenti; quest'anno, a parità di consumi e con gli attuali prezzi di benzina e diesel, i consumatori dovranno mettere a budget quasi 10,5 miliardi di euro, vale a dire il 17% in più su base annua. Inoltre, l’aumento dei prezzi delle materie prime potrebbe incidere anche sulle bollette energetiche.
Sempre facendo riferimento al report elaborato dalla piattaforma, stando alle attuali previsioni sul prezzo dell'energia, nei prossimi 12 mesi gli italiani con una tariffa indicizzata nel mercato libero spenderanno 260 euro in più rispetto a quanto previsto prima che scoppiasse il conflitto nel Golfo, con un costo complessivo che arriverà a superare i 2.200 euro tra luce e gas, in aumento dell'11% rispetto all'anno precedente. Gli analisti hanno preso in considerazione i consumi di una famiglia tipo con contratto di fornitura variabile nel mercato libero (2.000 kWh per l'energia elettrica e 1.100 smc per il gas), le previsioni sull'andamento del Pun e del Psv (valore di riferimento per il prezzo del gas) elaborate da Eex (European energy exchange) per i prossimi 12 mesi, oneri e imposte attualmente in vigore, mettendo a confronto i valori pre e post-scoppio del conflitto.
Nello specifico, a salire maggiormente sarebbe la bolletta del gas, che arriverebbe a 1.483 euro in media, in aumento di 173 euro per ciascun nucleo familiare, mentre quella della luce potrebbe arrivare a 724 euro con un incremento medio di 87 euro. Costi aggiuntivi che andranno ad aggiungersi alle spese già onerose per le bollette di luce e gas e per il carburante.
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