avanza la destra

L’Abruzzo sul carro di Vannacci. Superata quota 4mila iscritti

29 Maggio 2026

Da Futuro nazionale rilasciate 70mila tessere in tutto il Paese e cresce l’adesione dei politici.

Entra l’ex consigliere regionale Angelosante. Presto la presentazione della classe dirigente locale

PESCARA

«Stiamo facendo riscaldamento. Tra poco saremo pronti a scendere in campo». Lo dice scherzando, Tony Di Gianvittorio, ma i vannacciani d’Abruzzo fanno sul serio. Il sindaco di Notaresco, il primo ad aderire qui, e Simone Angelosante, fresco d’ingresso e con una lunga storia politica in Regione, sono i principali candidati a guidare la sezione locale del partito che, in questo momento, vive sotto le luci della ribalta. A Vigevano, in Lombardia, l’unico paese tra quelli chiamati alle urne in cui si è presentato, Futuro nazionale (Fn) ha raccolto il 14% dei voti. Ad oggi gli iscritti hanno superato quota 70mila in tutto il Paese. Solo in Abruzzo, sono più di 4mila. Un record, se paragonato al numero di abitanti.

E pensare che la fine del matrimonio tra il generalissimo e il capitano Matteo Salvini risale ad appena tre mesi fa. Un nonnulla. L’idea di rilanciare il progetto di una «vera» destra in alleanza-opposizione a una maggioranza che starebbe perdendo la sua «identità» raccoglie sempre più consensi. Non tra i leader della coalizione, che rimangono diffidenti tra timore di influenze russe e distanza ideologica troppo marcata. Per gli scontenti e chi teme di perdere il posto in parlamento, però, è un’altra storia.

PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI E ACQUISTA LA TUA COPIA DIGITALE
OPPURE IN EDICOLA

Non c’è neanche stato bisogno di aspettare le elezioni politiche per veder nascere la componente di Fn alla Camera. È bastato aggregare gli scontenti del centrodestra. Ne fanno parte i deputati Emanuele Pozzolo, l’autore degli spari di Capodanno 2024 esule di FdI, Rossano Sasso, Edoardo Ziello e l’ultima arrivata Laura Ravetto, tutti e tre in fuga dalla nave che i sondaggi danno a picco, quella del Carroccio. E sembra che altri siano pronti a fare lo stesso percorso.

La prossima tappa dell’avanzata dei vannacciani punta a Roma. Il 13 e il 14 giugno, all’Auditorium della Conciliazione, si terrà l’assemblea costituente del partito. Una due giorni per chi «vuole essere protagonista di una nuova stagione per l’Italia», si legge sui profili social di Futuro nazionale.

D’altra parte, le politiche sono tra poco più di un anno. Il tempo stringe: per poterci arrivare competitivi, bisogna prima radicarsi sul territorio. In Abruzzo sta già accadendo. A fine febbraio Sasso, referente di Fn per il Centro-Sud Italia, e Di Gianvittorio hanno lanciato ufficialmente il movimento in regione. Da allora, sono nati oltre 60 comitati cittadini, il partito ha aperto la prima sede ufficiale a Notaresco e le fila degli amministratori «futuristi» ingrossa sempre di più. Per farsi avanti molto di loro stanno aspettando il momento giusto. Che potrebbe arrivare a stretto giro: la prossima settimana sarà annunciata la data di presentazione di tutti i politici abruzzesi che si sono iscritti al partito. Tutti, potenzialmente, possibili nuovi leader dei vannacciani d’Abruzzo. «Rimarrete stupiti da quanti siamo», avverte il sindaco di Notaresco. Qualcuno di loro ha già fatto «outing». L’ultimo per ordine di tempo è proprio Angelosante, ex sindaco di Ovindoli (per tre mandati) ed ex consigliere regionale. Il leitmotiv è sempre lo stesso. «Oggi c’è bisogno di una destra autentica, coerente, concreta e soprattutto libera da ambiguità», spiega Angelosante. Che ha un passato importante nella Lega: è stato il primo coordinatore regionale del Carroccio abruzzese. Il suo vice allora era Giuseppe Bellachioma, anche lui con un passato vicino al generale. Soltanto che ha fatto il percorso opposto: prima ha inseguito il sogno Vannacci finché il partito non c’era, si è ritrovato in una posizione scomoda quando il generale è diventato vicesegretario della Lega e, alla fine, quando è nato Futuro nazionale, è tornato dal Carroccio. Un altro volto noto della politica locale che ha aderito ad Fn è quello di Carola Profeta. Ex FdI e responsabile dipartimento famiglie della Lega che ha sposato in pieno la causa vannacciana. Lo stesso ha fatto Daniele D’Angelo, consigliere comunale in quota FI all’Aquila che ha appena annunciato la propria adesione a Fn. La forza attrattiva di Vannacci è nei valori «non negoziabili» della destra autentica. Quali valori? La difesa di «Dio, patria e famiglia», in primis. La scissione con la Lega parte proprio da qui. L’invito della ex compagna di Berlusconi e attivista per i diritti civili Francesca Pascale alla kermesse del Carroccio di Rivisondoli, a fine gennaio, è stata la miccia di un conflitto interno deflagrato nel giro di un mese. La rottura tra Salvini e Vannacci è stata brusca, difficile pensare a una nuova convivenza sotto il tetto del centrodestra. Ma in politica tutto è possibile e si fa di necessità virtù. Certo, di mezzo ci stanno anche i forzisti di Antonio Tajani. La distanza tra loro è abissale: uno è per il riarmo, l’ingresso dell’Ucraina in Ue e lo ius scholae per la cittadinanza; l’altro non vuole le armi, non vuole più aiutare militarmente Kiev e propone, al pari di altre forze di estrema destra come Casapound e Rete dei patrioti, la “remigrazione”, cioè il rimpatrio forzato degli immigrati. Vannacci però si dice convinto di poter appartenere al centrodestra. E in Regione? La stessa cosa. «Daremo piena collaborazione, come a livello nazionale», assicura Di Gianvittorio. A fine giugno il generale sarà in Abruzzo. I nodi verranno al pettine.