Lavori alla Diga di Chiauci Febbo diffida il Consorzio

Nel mirino dell’assessore che scrive alla Guardia di Finanza la penale da 6 milioni «Sospendere la procedura perché c’è bisogno di ulteriori approfondimenti»
CHIETI . L’assessore regionale Mauro Febbo ha diffidato il commissario del Consorzio di Bonifica Sud, Franco Amicone, ad aggiudicare con procedura d’urgenza la progettazione, costruzione, gestione, e relativo sfruttamento economico, di “opere di salvaguardia per il soddisfacimento delle esigenze irrigue, potabili e industriali dei territori ricompresi nel bacino idrografico del Trigno”. Il Consorzio è lo stesso che gestisce la diga di Chiauci, pensata per risolvere l’emergenza idrica nei territori del Vastese e del Molise. La diffida è stata inviata, per conoscenza anche al presidente della Regione, Marco Marsilio, e al comandante della Compagnia di Vasto della Guardia di Finanza, Marco Foladore. Le opere, spiega Febbo nella diffida, sono suddivise in due lotti da affidare attraverso il meccanismo del project financing, e prevedono dunque l’intervento di soggetti privati. «L’iniziativa», sottolinea l’assessore, «interessante in senso generale, deve essere impostata nel rispetto del Codice degli Appalti con la corretta allocazione dei rischi tra pubblico e privato». Dall’analisi della documentazione che è alla base della gara, secondo Febbo «si evidenziano diversi elementi carenti». In particolare, secondo l’assessore, «in caso di stipula della convenzione il consorzio, e quindi l’amministrazione regionale, potranno essere esposti a rilevanti danni economici, essendo la convenzione sbilanciata a favore del promotore». L’articolo 25 della concessione, incalza Febbo, quello relativo all’ipotesi di revoca per inadempimento da parte dell’amministrazione pubblica, o per motivi di pubblico interesse, prevede che «spetta una penale pari a 6 milioni di euro». Ce n’è abbastanza, secondo Febbo, per pensare «che il piano economico-finanziario presenti alcuni elementi che necessitano approfondimenti», anche perché «esiste una potenziale incertezza sulla fattibilità di entrambi i lotti oggetto di concessione». Tutto questo avviene, osserva Febbo, quando il commissario «è in regime di prorogatio, e quando nei suoi poteri rientrano solo attività di carattere ordinario». Per questi motivi Febbo diffida dal procedere alla stipula di ulteriori atti , o dall’aggiudicazione delle opere in parola, per non esporre «l’amministrazione regionale a ulteriori rischi in ordine a impegni decennali non condivisi, né condivisibili».

