Lavori usuranti, la domanda all’Inps entro il 1° marzo

I lavoratori riconosciuti dall’istituto possono lasciare in anticipo con il sistema delle quote I sindacati chiedono di allargare la platea, per esempio agli autotrasportatori
PESCARA. C’è tempo fino al 1° marzo per chiedere all’Inps il riconoscimento dello svolgimento di lavori usuranti, lavori cioè particolarmente faticosi e pesanti (l’elenco ammesso è quello che riportiamo di lato) e andare in pensione con l'applicazione del sistema delle quote (età+anni di lavoro). Il modulo per la richiesta è disponibile sul sito dell’Inps nella sezione Modulistica, con codice AP45.
La deroga è diversa a seconda del tipo di attività. Il diritto al trattamento pensionistico anticipato fino al 31 dicembre 2017, può essere esercitato da lavoratori che hanno svolto attività usuranti per almeno sette anni, compreso l'anno di maturazione dei requisiti, negli ultimi dieci anni di attività lavorativa. Dal 2018 le attività usuranti devono essere svolte per almeno metà della vita lavorativa. Vanno esclusi i periodi coperti da contribuzione figurativa.
Per i lavoratori dipendenti la quota è 97,6 con almeno 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi. Gli autonomi accedono alla pensione con quota 98,6 con almeno 62 anni e 7 mesi di età e 5 anni di contributi.
I lavoratori notturni accedono alla pensione se le notti sono superiori a 78 l'anno per almeno sei ore di cui 5 tra la mezzanotte e le 5 o tutto l’anno per almeno tre ore. Questi lavoratori vanno in pensione con quota 97,6, di cui almeno 61 anni e 7 mesi (dipendenti) o quota 98,6 (autonomi), di cui almeno 62 anni e 7 mesi. Se le notti sono meno la quota si alza. Tra le 64 e le 71 notti la quota è 99,6 di cui almeno 73 anni e 7 mesi (dipendenti), o quota 100,6 di cui almeno 64 anni e 7 mesi (autonomi). Tra le 72 e le 77 notti la quota è 98,6 di cui almeno 62 anni e 7 mesi di età (dipendenti), o quota 99,6 di cui almeno 63 anni e 7 mesi di età (autonomi).
Dal provvedimento vengono esclusi alcuni lavori che i sindacati chiedono di inserire tra quelli usuranti. Per esempio il lavoro di autotrasportatore. Una petizione è stata presentata in Senato dall’associazione dell’autotrasporto Trasportounito dal titolo “Guidare il tir è usurante”. In particolare si contesta l’affermazione secondo la quale «fare il camionista non è un lavoro usurante se si rispettano le norme che stabiliscono l’orario massimo giornaliero alla guida». Per l’associazione non si tiene conto «dello scarso potere contrattuale delle imprese di autotrasporto nei confronti dei propri committenti» e che è «errato equiparare il riposo effettuato in cabina e lo stress che scaturisce dalla probabilità di essere vittima di furti, rapine o danneggiamenti, alla stregua di quello consumato presso la propria dimora».

