LE SAGRE CONTRO LA SOLITUDINE
Esiste una passione che più del calcio, più del Festival di Sanremo, più di Facebook, più di Beautiful, accomuna tutti gli italiani. Ricuce ogni antagonismo geografico, ideologico e confessionale....
Esiste una passione che più del calcio, più del Festival di Sanremo, più di Facebook, più di Beautiful, accomuna tutti gli italiani. Ricuce ogni antagonismo geografico, ideologico e confessionale. Riconcilia i generi sessuali con le età anagrafiche, i palati con le tessere di partito, i gusti con le dichiarazioni dei redditi. Questa passione si chiama “sagra gastronomica” e ha alle sue spalle numeri a quattro zeri e almeno un quarantennio di ininterrotto successo. Un successo che è iniziato in sordina attorno alla fine degli anni '70 dello scorso secolo, quando nella profonda provincia italiana si iniziava a disporre più diffusamente di automobili, di tempo libero, di soldini nel portafoglio. Ma, soprattutto, si iniziava a nutrire una crescente nostalgia per le feste paesane, contadine, tradizionali, visto che quelle patronali (le feste per antonomasia) languivano sotto l'effetto della laicizzazione della vita e dello svuotamento dei borghi. In principio erano le semplici e genuine sagre del prosciutto, dell'uva, della bruschetta, della polenta con le salsicce, degli gnocchi, della pasta e fagioli o, se si era in prossimità dei boschi, dei funghi e delle castagne. E in principio erano dei semplici raduni fuori-porta allestiti in economia di mezzi da volenterosi comitati di persone che volevano mangiare e divertirsi (come una volta) a suon di lisci e sbicchierate nei weekend di mezza estate. Poi il fenomeno ha cominciato a dilagare ovunque e a non conoscere limiti nell’impegno economico, nella macchina organizzativa e nella varietà merceologica dei cibi da degustare: vuoi per sottrarsi all'omologazione dell'offerta, vuoi per far fronte a una concorrenza sempre più crescente e agguerrita, vuoi per assecondare una domanda sempre più esigente e incline all’originalità dell'esperienza alimentare. E così si sono venute imponendo qua e là la sagra del coccodrillo (Rocca San Giovanni), del leone (Osimo), della papera (Carassai), della zanzara (Berra), della patacca e passerina (Serrone), della tequila (Monte Castello di Vibio), ma anche la sagra delle sagre (Barzio) e, quasi a chiusura di un cerchio storico, la sagra patronale (Sarentino).
C'è da chiedersi come mai gli italiani – vecchi e giovani, maschi e femmine, di destra e di sinistra, laureati e privi di diploma – sentano il bisogno così impellente di andare per i paesi a mangiare tipicità gastronomiche che però, a ben vedere, così tipiche non sempre dimostrano di essere. Necessità di evadere? Voglia di socializzare? Malinconia del passato? O semplicemente resistenza attiva e "dal basso" al fenomeno della globalizzazione? Certamente ciascuno di questi fattori svolge un suo ruolo in causa; ma più di tutto, più del bisogno di mangiare (il nutrirsi e i nutrizionisti, per fortuna, non c'entrano niente con le sagre gastronomiche), più del desiderio di gustare, più della voglia di scoprire il ventre dell'Italia, c'è la necessità di riscoprire la lentezza, di esorcizzare l'individualismo, l’alienazione urbana, la solitudine quotidiana, in un’atmosfera di effervescenza collettiva che genera appartenenza, senso di comunità, dimensione dello stare insieme. Insomma, un ritorno di Dioniso in piena regola contro ogni imposizione efficientista e produttivista predicata dalla modernità. Tutto questo l’ha capito l'industria dei consumi di massa, la programmazione televisiva e il marketing turistico del territorio. Ma l'ha capito soprattutto il livello politico del potere che, sempre più spesso, cavalca e incentiva (con finanziamenti a volte irragionevoli) il fenomeno delle sagre gastronomiche come un palcoscenico del consenso collettivo e come un efficace espediente attuativo dell'antica massima “panem et circenses” con cui tenere a bada le rivendicazioni del popolo. E poi si pensa che la realtà sia semplicemente quello che appare.
*Università di Roma
Tor Vergata

