Lega, ventidue esponenti contestano Bellachioma

Cordoma, ex sindaco di Montesilvano, guida la fronda contro il coordinatore Il leader regionale del partito chiede un incontro. E ribatte anche a Forza Italia
PESCARA. Nella settimana decisiva per il centrodestra abruzzese, il leader del partito con maggior peso si ritrova tra due fuochi. Ma Giuseppe Bellachioma non resta inerme: mette il silenziatore all’attacco pesante che, ieri mattina, 22 esponenti ed ex esponenti del Carroccio abruzzese gli hanno sferrato. E getta invece acqua sulla richiesta perentoria di Forza Italia di mettere i paletti all’ex deputato Fabrizio Di Stefano. Il tutto si consuma alla vigilia dell’incontro a Roma tra i segretari abruzzesi della coalizione e i leader del tavolo nazionale che dovranno decidere il candidato presidente condiviso per le elezioni del 10 febbraio 2019. Il tema vero è: lo faranno allargando oppure no la rosa dei tre nomi, Giandonato Morra, Marco Marsilio e Massimiliano Foschi, indicata da Fratelli d’Italia? Ma andiamo per ordine. Se è vero che il potere si misura al numero dei nemici, Bellachioma, in casa, ne ha tanti quanto due squadre di calcio, il cui capitano è l’ex sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, che guida una fronda in cui non compaiono aquilani, ma teatini, pescaresi e qualche teramano. Sono in gran parte frondisti da cartellino rosso, perché mandati fuori dal campo nelle ultime settimane. Oppure scontenti per la mancata candidatura alle regionali, anche se Cordoma si affretta a sottolineare che la lista non c’entra e che quella trapelata non è stata ancora ufficializzata. Quindi il documento diffuso ieri, in cui le parole sono macigni, dovrebbe avere un effetto grimaldello, proposto sotto forma di ultimatum, più che di sfiducia al leader. «C’è un’altra Lega, che è quella che sta lentamente costruendo, o meglio distruggendo, in Abruzzo l’attuale coordinatore regionale. Una Lega che non ha più il coraggio di confrontarsi con le persone, con i propri militanti e simpatizzanti», scrivono i ribelli. «La Lega che vuole l’attuale coordinatore regionale sa diffondere solo sondaggi, ama fare strategie di palazzo, discutere esclusivamente di posti di potere e di candidature». E ancora: «Se qualcuno intende chiedere un momento di confronto viene subito allontanato, ove il coordinatore regionale si ritiene unto dal potere di commissariare chiunque via whatsapp». E infine: «Questo vuole essere un ultimo invito rivolto al coordinatore regionale di accettare finalmente un confronto leale con i militanti e tesserati». Firmato: Diego Costantini (consigliere comunale di Chieti, ex coordinatore cittadino), Cordoma (membro del coordinamento regionale), Andrea Fantauzzi (ex coordinatore provinciale di Pescara), Rocco Ranalli (ex coordinatore cittadino di Ortona), Antonio Peschi (ex coordinatore cittadino di Lanciano), Ivo Spinelli, Rosa Friello, Maurizio Marcellusi, Patrizio Santoro, Valter Sansino, Euro Pantaleone, Giorgio Cataldo, Laura Silvetti, Benito Olivieri, Antonio Peschi, Domenico Borromeo, Giuseppe Ucci, Pasquale De Cecco, Piero Petrucci, Lucia Cappucci, Michele Cetani e Giovanni Cinque. Ma Bellachioma corre ai ripari. Lo svela Cordoma: «Mi ha chiamato», dice, «vuole incontrarmi». E passiamo a Forza Italia e al suo coordinatore regionale, Nazario Pagano, al quale va bene l’idea di allargare la rosa dei nomi dei papabili candidati a governatore, ma non fino al punto di rimettere in corsa Di Stefano che ha abiurato Berlusconi. Così ieri Pagano ha manifestato il suo disappunto a Bellachioma che invece non vuole mettere paletti a nessuno, neanche a Di Stefano. «Gli ho spiegato», taglia corto il capo della Lega, «che se vogliamo portare con noi le civiche non possiamo porre veti».

