Legge editoria, pronta la bozza Nuove idee per l’occupazione

8 Marzo 2015

PESCARA. Una legge regionale a supporto di giornali, tv, siti web e altri interventi a favore dell’occupazione, come i tirocini di Garanzia Giovani, i voucher-lavoro con i fondi europei e gli...

PESCARA. Una legge regionale a supporto di giornali, tv, siti web e altri interventi a favore dell’occupazione, come i tirocini di Garanzia Giovani, i voucher-lavoro con i fondi europei e gli incentivi alle collaborazioni presso enti locali associati. In questo senso c’è piena collaborazione fra gli organi interessati a cominciare dalla Regione, con il presidente del Consiglio Giuseppe Di Pangrazio e l’assessorato al Lavoro di Marinella Sclocco disponibili ad avviare un percorso tecnico comune con Ordine giornalisti e Associazione della stampa.

La giornata dell’Informazione, organizzata ieri nell’aula magna dell’università con una platea di quasi 350 iscritti all’evento, è servita a mettere a fuoco la “cura” che altre regioni hanno già avviato e ad inquadrare quei nuovi strumenti che possono alleviare una crisi strutturale che in Abruzzo colpisce tutte le aziende editoriali.

La bozza della proposta di legge è stata consegnata dall’Ordine a Di Pangrazio affinché essa possa essere valutata e quindi completata negli aspetti tecnici.

Il focus sulle possibilità dei fondi europei è stato disegnato dal dirigente regionale Tommaso Di Rino. Profili e obiettivi che una commissione tecnica dovrà adesso analizzare.

Numerosi gli interventi. Ad esempio Alessandro Biancardi (siti web) ha sostenuto che la crisi è propria delle imprese editoriali che non investono, ma non del lavoro di giornalista che invece oggi ha la possibilità di svolgere un lavoro di ricerca e qualità. Marco Manzo, giornalista, ha introdotto il tema sul reato di diffamazione contro la cui riforma (all’esame del Parlamento) ha detto di essersi appellato anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Qualcuno della sua segreteria mi ha risposto per scritto senza però dare risposte concrete».

«La legge sulla diffamazione sarebbe una buona notizia se il testo complessivo non fosse diventato una sorta di cavallo di Troia», ha concluso il segretario della Federazione stampa, Raffaele Lorusso, «da una parte si dice “stiamo cancellando il carcere”, poi si scopre che non viene affrontato il problema delle querele temerarie, quando la Corte Europea dei diritti dell'uomo impone che chi avvia un'azione temeraria ne deve pagare le conseguenze». E per ridare sostegno al settore, Lorusso ha ribadito la necessità di misurare e tassare il traffico internet generato dagli utenti che cercano notizie sui motori di ricerca (al Tar pende un ricorso tra Agcom e Google): 1,2 miliardi di euro di fatturato pubblicitario, più dell’intero fatturato di giornali, periodici e siti internet.(cr.re.)