“Leopolda Abruzzo” I giovani Pd parlano di sviluppo e lavoro

7 Dicembre 2014

All’Aeroporto di Pescara confronto imprenditori-politici E Marzoli annuncia la candidatura alla segreteria regionale

PESCARA. Al posto di una vecchia stazione ferroviaria - come da anni, organizzata da Matteo Renzi, va in scena a Firenze - un aeroporto. Ma il concetto è lo stesso: «Pronti a partire». È la «Leopolda » nostrana, intitolata «L’Abruzzo delle idee», che si è svolta ieri mattina all’aeroporto d’Abruzzo, a Pescara, organizzata dai giovani del Pd, in particolare da Alessandro Marzoli - trentunenne consigliere comunale di Chieti e consulente legale, il quale se ieri non ha annunciato pubblicamente la sua candidatura alla segreteria regionale del Pd, a latere ha però confermato che sarà «in partita» l’1 marzo 2015, quando appunto si voterà per il rinnovo della carica – e Luigi Di Marco, commercialista trentenne e vicesegretario provinciale (a Pescara) del Pd. Due renziani della prima ora, tengono a sottolineare, in un think thank messo insieme con altri attivisti del partito, ma anche della cosiddetta società civile, per sottoporre all’Abruzzo una serie di idee in grado di far ripartire la regione. Scandendo, come è stato fatto ieri sulle pareti della sala convegni dello scalo aereo, attraverso dei manifesti, alcune date fondamentali, le quali hanno caratterizzato lo sviluppo regionale: il 1921, l’anno in cui fu istituito il Parco Nazionale d’Abruzzo, il 5 luglio 1968, giorno nel quale fu assegnata la denominazione di origine controllata al Montepulciano d’Abruzzo, e l’1 settembre di quest’anno, quando fu presentato il progetto di restauro della basilica di Collemaggio. E dunque ieri la sfilata dei giovani che non si vogliono arrendere né alla tripla B, con segno meno, assegnato dalle agenzie di rating, all'Italia, né tanto mano ad un Abruzzo per il quale gli indicatori economici danno un outlook negativo. Insomma, cervelli, in alcuni casi di ritorno, dopo esperienze all’estero, per far volare l’Abruzzo, come l’aeroplanino di carta usato da logo per la manifestazione di ieri. Ne sa qualcosa Antonio Di Francesco, un ingegnere informatico di 29 anni, che ieri ha presentato «Jamgle», un social network pensato quando lavorava negli Stati Uniti, ma che a tutti i costi ha voluto realizzare in Abruzzo, a Chieti Scalo. Una start up, finanziata attraverso la regione, che in totale dà lavoro a 8 persone, e che consente di creare di condividere sul web delle perfomance musicali in crowdsourcing, in cui chiunque, come in una sorta di wikepedia, potrebbe riuscire a creare la sua band musicale virtuale. Rachele Bonani, invece, nell’incontro dove è venuto a dare il suo sostegno anche il presidente di Confindustria Chieti, Paolo Primavera, ha illustrato il suo www.mammaiutamamma.it, con le sue sedi operative sia a Roma, sia a Pescara. Un progetto, ha spiegato ieri Bonani, che si occupa di «sostegno alla genitorialità e all’educazione non formale». Un’idea che ha trovata applicazione già dall’anno scorso, quando sulle spiagge di Pescara sono state organizzate le Beach Olimpiadi, con 11 discipline sportive, su una pista d’atletica sulla sabbia di 150 metri. Sulle brutture, e sull’inutilità di alcune barriere architettoniche, si è invece soffermata Simona Petaccia, di Diritti Diretti, la quale con dei video ha proposto per il suo Abruzzo un abbattimento di questi ostacoli, con dei progetti che uniscono la qualità, la creatività e la bellezza all’efficienza, rifacendosi, ad esempio, ad opere di Fabrizio Bianchetti e di Fabio Ienni.

Vito de Luca