«L’inflazione strangola le famiglie», la denuncia del Sunia

I rincari in Abruzzo sono più pesanti. L’accelerazione è spinta da una tempesta perfetta sulle voci di spesa primarie e non sacrificabili come gas e carburanti da riscaldamento
L’AQUILA. «I dati dimostrano che in Abruzzo l'inflazione morde più che altrove». Ne è convinto il segretario generale del Sunia Abruzzo Molise, Geppino Oleandro. Per un territorio come l’Abruzzo, caratterizzato da vaste aree interne e montane dove il riscaldamento e la mobilità privata su gomma incidono pesantemente, i rincari «rappresentano una vera e propria stangata sui bilanci familiari», dice Oleandro. Gli ultimi dati territoriali scattano un’istantanea drammatica per la nostra regione: «In Abruzzo la casa è diventata un lusso insostenibile», dice il segretario del Sunia, «i dati Istat di agosto e settembre 2026 confermano che l'inflazione in Abruzzo si è attestata a settembre al 4,2% e su base annua è salita al +4,2%, superando nettamente la media nazionale (+3,3%) e posizionando la nostra regione al secondo posto in Italia per rincari».
A trainare questo record negativo è proprio il comparto legato all’abitazione e alle utenze domestiche, che a livello storico ha già visto un incremento di oltre il +100% dal 2000 ad oggi. «A livello locale», spiega Oleandro, «l'accelerazione dell'inflazione è spinta da una tempesta perfetta sulle voci di spesa primarie e non sacrificabili: il gas sul mercato tutelato vola al +31%; il gasolio da riscaldamento registra un'impennata del +31,8%; la benzina e i trasporti crescono del +16,3%». E i rincari, dice Oleandro, in Abruzzo hanno un peso specifico particolare: «Per un territorio come l'Abruzzo, caratterizzato da vaste aree interne e montane dove il riscaldamento e la mobilità privata su gomma incidono pesantemente, questi numeri rappresentano una vera e propria stangata sui bilanci familiari. Il caro-energia e il contestuale aumento dei canoni di locazione (cresciuti del 20% a livello regionale) stanno erodendo il potere d'acquisto di lavoratori dipendenti e pensionati, trasformando la casa da fattore di stabilità a causa di impoverimento.
I dati dimostrano che in Abruzzo l'inflazione morde più che altrove, eppure registriamo la totale assenza di politiche abitative efficaci sia a livello nazionale che regionale. Mentre il governo ha azzerato i fondi sociali per il sostegno all'affitto, in Abruzzo assistiamo al paradosso di oltre 250.000 case vuote (pari al 34% del patrimonio immobiliare, con picchi del 44% a L'Aquila) a fronte di un'emergenza sfratti, negli ultimi cinque anni, che conta oltre 6.000 richieste , per il nel 90% dei casi causate a morosità incolpevole dovuta proprio all'impossibilità di pagare bollette, spese condominiali e canoni schizzati alle stelle».
In vista della legge di bilancio 2027, il Sunia chiede: «Il ripristino strutturale del Fondo affitti e della morosità incolpevole; un piano per l'edilizia pubblica e regole stringenti sugli affitti brevi; misure di incentivo per il canone concordato su tutto il territorio regionale, per calmierare i prezzi rispetto al mercato libero». Un altro appello è rivolto alla giunta Marsilio: «Sollecitiamo la giunta regionale ad aprire un tavolo urgente su caro-vita e povertà e a riformare la legge regionale sulle case popolari per dare tutele a quel 20% di famiglie abruzzesi in affitto collocate nella "fascia grigia", schiacciate da costi di vita non più sostenibili». Per questo, anche il Sunia Abruzzo Molise sarà domani a Roma alla manifestazione indetta da “La Via Maestra”.
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