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16 ottobre

16 Ottobre 2026

Oggi, ma nel 1981, a Roma, in via di Villa Pepoli, a San Saba, i testaccini Danilo Abbruciati, ossia “Er camaleonte”, e Raffaele Pernasetti, alias “Er palletta”, esponenti di spicco della Banda della Magliana, su mandato di Giuseppe “Pippo” Calò, ritenuto il cassiere di Cosa nostra, ammazzavano Domenico Balducci, detto “Memmo er cravattaro”, che aveva improvvidamente "trattenuto" 150 milioni di lire dall’Operazione Siracusa, grande speculazione edilizia mafiosa. L’omicidio destava enorme clamore mediatico non solo nel Belpaese. La vittima (nella foto, particolare, dalla patente di guida scaduta), romana, classe 1930, era soprattutto conosciuta per la sua attività di strozzinaggio legata, fin dal 1977, alla malavita capitolina capeggiata da Enrico “Renatino” De Pedis dopo l’assassinio di Franco Giuseppucci, “Er negro”, del 13 settembre 1980.

Nel suo negozio di elettrodomestici in Campo dei fiori Balducci aveva affisso il cartello con scritto “Qui si vendono soldi”. Aveva già svolto lavori di riciclaggio per conto di Calò, che aveva conosciuto personalmente quando era detenuto nel super carcere palermitano dell’Ucciardone. Memmo era rientrato recentemente dopo essere stato latitante per due anni, dal ’78 all’80, quando in tasca ai vestiti del cadavere del mafioso di Riesci Giuseppe Di Cristina, detto “La tigre”, accoppato nel capoluogo siciliano, il 30 maggio 1978, erano stati rinvenuti assegni collegati ai suoi traffici. Lo scrittore Giancarlo De Cataldo lo tratteggerà nel suo Romanzo criminale, che sarà pubblicato dalla casa editrice torinese Einaudi, nel 2002, e sarà ispirato alla vera vicenda delinquenziale dei maglianini dell'Urbe.