sanità

Liste d’attesa in Abruzzo, migliorano le urgenze. Verì: «Il lavoro che portiamo avanti ormai da un anno e mezzo va nella direzione giusta»

30 Maggio 2026

I dati dell’ultimo report dell’Agenas. L’assessore«Siamo consapevoli delle criticità ancora presenti, ma le stiamo affrontando coinvolgendo le Asl»

PESCARA

Nei primi quattro mesi del 2026, in Abruzzo una prima visita con priorità U (urgente, entro 72 ore) è stata garantita nell’85,6 per cento dei casi, con priorità B (breve, entro 10 giorni) nel 74,6 per cento, con priorità D (differibile, entro 30 giorni) nel 64,1 per cento – in peggioramento rispetto al precedente report – con priorità P (programmata, entro 120 giorni) nell’84,9 per cento. Dati che per le classi U e P vedono la regione attestarsi oltre la media nazionale. È quanto emerge dal rapporto Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) sul nuovo cruscotto delle liste d’attesa, presentato ieri a Roma. Così la Regione Abruzzo, illustrando i dati, sottolinea come le azioni messe in campo sul fronte delle liste d’attesa stanno portando i primi risultati concreti. Nel suo intervento, il direttore dell’Agenzia, Angelo Tanese, ha fatto proprio riferimento all’Abruzzo che, nel suo piano di governo delle liste d’attesa, si è concentrato in questa fase sulle classi di priorità più urgenti (U e B), che segnano un miglioramento rispetto al dato complessivo del 2025. L’Abruzzo, sottolinea la Regione, nei primi mesi di quest’anno, registra ancora delle criticità per le classi D e P, sulle quali però è in corso «una costante interlocuzione tecnica tra Agenzia sanitaria regionale, Asl e Ruas (il responsabile unico dell’assistenza sanitaria) che porterà a un riallineamento dei valori, anche attraverso l’armonizzazione delle procedure differenti adottate dalle aziende sanitarie, il contrasto all’inappropriatezza prescrittiva e il potenziamento dei Cup di secondo livello su tutto il territorio».

PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI E ACQUISTA LA TUA COPIA DIGITALE
OPPURE IN EDICOLA

Rispetto al 2025, l’Abruzzo nel periodo gennaio-aprile 2026 segna una flessione complessiva, legata principalmente al parametro relativo agli esami diagnostici, ma resta comunque ben al di sopra dei dati di altre regioni come Umbria, Piemonte, Friuli Venezia-Giulia, Puglia, Sardegna Provincia di Trento.

Nel 2025, in Abruzzo le prime visite sono state erogate nei tempi di garanzia nell’83,1 per cento delle prescrizioni con priorità U, nel 73,3 per cento per la classe B, nel 66,8 per cento per la classe D, nell’86,8 per cento per la classe P. Per gli esami diagnostici, invece, le prescrizioni con priorità U sono state garantite nei tempi nel 72,1 per cento dei casi, nel 65,7 per la classe B, nel 72,5 per la classe D, nel 74,7 per la classe P. «I dati Agenas» commenta l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, «confermano che il lavoro che Dipartimento, Agenzia sanitaria, Asl e Ruas stanno portando avanti ormai da un anno e mezzo sta andando nella direzione giusta. C’è un valore aggiuntivo che compare nei report dell’Agenas: quello delle prestazioni erogate a ridosso della soglia, vale a dire nelle 24 ore successive ad esempio alle 72 ore delle urgenze o ai 10 giorni delle brevi. Sommando questo parametro, siamo in linea con la media nazionale in tutte le classi di priorità».

«Certo» aggiunge ancora la Verì «siamo perfettamente consapevoli delle criticità ancora presenti, ma le stiamo affrontando con metodo e decisione, coinvolgendo le Asl in tutti i processi decisionali e di assunzione di responsabilità. È innegabile che quello delle liste d’attesa sia un tema complesso e articolato, ma i dati registrano dei passi in avanti notevoli: sull’oncologia, sulla neurologia e sull’oculistica, ad esempio, i numeri sono positivi. Soffriamo ancora sulla diagnostica per immagini, ma le nuove apparecchiature acquistate ed entrate in funzione negli ultimi mesi in tutti gli ospedali, dopo anni in cui il parco tecnologico non veniva rinnovato, permetteranno di abbattere le liste d’attesa».