LO STUDIO SIA PER TUTTI

4 Ottobre 2019

Scena: classe IV B, composta da 12 ragazze e 12 ragazzi, di un liceo scientifico di una cittadina italiana, di 56.322 abitanti, ore 11,00 dell'ultimo giorno feriale di febbraio del 2021. La scuola,...

Scena: classe IV B, composta da 12 ragazze e 12 ragazzi, di un liceo scientifico di una cittadina italiana, di 56.322 abitanti, ore 11,00 dell'ultimo giorno feriale di febbraio del 2021. La scuola, intitolata a Enrico Fermi, è allocata in un vecchio convento di Carmelitane Scalze che, se fosse adeguatamente ispezionata, potrebbe essere chiusa d'autorità, per più di un motivo.
Entra il professore di Educazione civica. Tutta la classe si alza in piedi e, in coro, saluta il giovane docente, sposato e padre di tre figli. Il professore risponde al saluto e fa sedere la classe. Inforca i suoi eleganti occhiali rossi e fa l'appello, chiamando gli alunni per nome di battesimo, e poi..."dove ci eravamo fermati, l'ultima volta che ci siamo visti?". Prontamente, Fabio, il capoclasse, detto Rosso Malpelo, per i suoi boccoli rossi: "Professore, stavamo parlando di diritto allo studio e, per oggi, è in programma la lettura e la spiegazione dell'articolo 34 della Costituzione". "Mi piacerebbe sentire da voi quale facoltà vorreste frequentare" cominciò il professore. "Medico, come mio padre", "Veterinaria come mia madre", " Mi fermo al diploma perché gli studi universitari costano troppo" risposero gli alunni, in base alla professione e alle condizioni economiche della famiglia.
"Leggiamo l'articolo 34", continuò il professore: "La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso". Dal fondo della classe, Gianluigi, che sogna di fare il centravanti dell'Atalanta, alza la mano sinistra e, a permesso ottenuto, dice con voce impostata e sicura: " Professore, lei è padre di Elena, Ettore e Achille ed è sposato con una casalinga. Potrà permettere ai suoi figli di frequentare università, master e corsi di specializzazione? Io ne dubito perché gli studi universitari sono lunghi e costosi. Da un governo serio, come spero sia quello in carica, mi aspetto borse di studio per i meritevoli e capaci, anche se poveri, posti gratuiti nelle case dello studente di università di assoluto prestigio e fama, per gli studenti migliori. Lo ha sentito? I figli dei medici faranno i medici, i figli dei veterinari faranno i veterinari. I figli dei poveri faranno sempre i poveri?".
*promotore culturale