Lolli accoglie Zingaretti all’Aquila

6 Settembre 2018

Il presidente della Regione Lazio: «Con l’Abruzzo dobbiamo marciare uniti»

L’AQUILA . «Lazio e Abruzzo sono due regioni che devono marciare unite. Dobbiamo ricostruire una speranza per l’Italia e creare sinergie tre le comunità produttive locali per fruttare fino in fondo le proprie potenzialità. Pensiamo ai trasporti, alla mobilità, alla vocazione turistica. Bisognerebbe rimboccarsi le maniche e lanciare questa sfida». È partito dai temi locali per poi planare sulla rimodulazione del Partito democratico su scala nazionale e sull’eventuale candidatura a segretario nazionale, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ieri pomeriggio all’Aquila per partecipare a un incontro pubblico del Pd, a palazzo Fibbioni. Sala gremita di simpatizzanti e molti volti noti della sinistra. Accanto a Zingaretti, la senatrice Stefania Pezzopane, il presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, il consigliere regionale, Pierpaolo Pietrucci, il segretario comunale del Pd, Stefano Albano, che ha aperto i lavori, e il presidente del Tsa, Annalisa De Simone. In prima fila, l’ex sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, l’assessore regionale, Lorenzo Berardinetti, il presidente provinciale del Pd, Pietro Di Stefano e il segretario provinciale, Francesco Piacente, il consigliere comunale, Stefano Palumbo e molti sindaci del comprensorio, tra cui il coordinatore dei comuni del cratere, Francesco Di Paolo. E non è sfuggita la presenza di rappresentanti di Liberi e uguali e di Articolo 1, come Fabio Ranieri e Giustino Masciocco, oltre all’ex assessore comunale dell’Aquila, Emanuela Di Giovanbattista, al presidente del consiglio comunale di Teramo, Alberto Melarangelo e ai sindaci di Cagnano Amiterno, Iride Cosimati, Tornimparte, Giacomo Carnicelli e Scoppito, Marco Giusti. «Due entità che sono accanto, come Lazio e Abruzzo non devono essere divise ma dialogare», ha esordito Zingaretti, «io sono stato appena rieletto; per me era importante mettere in agenda, dopo alcuni mesi, un appuntamento per riavviare questa fase di dialogo». Un confronto che partirà dal sostegno a battaglie come quella contro il caro pedaggi autostradali, più volte rimarcato da Zingaretti. Quanto alla convergenza della sinistra sulla probabile candidatura alla segreteria del partito, il presidente ha risposto con un ironico: «E meno male», per poi dare l’affondo sulle frizioni interne al Pd. «Dobbiamo imparare a discutere senza litigare. La sconfitta elettorale del 4 marzo è stata drammatica», ha detto, «è da ipocriti non ammetterlo. Dobbiamo rimetterci in cammino e voltare pagina. Chi sta governando oggi in Italia lo fa perché ha vinto, ma non credo che questa maggioranza sia la soluzione per gli italiani. È troppo divisa. Hanno scritto un contratto che non stanno rispettando. Occorre affrontare i problemi reali della gente e questo può farlo solo una grande alleanza intorno al Pd». Infine, Zingaretti ha tenuto a sottolineare: «Sono qui da presidente della Regione Lazio, non da militante ed esponente politico, che dialoga con una parte del Partito democratico per costruire un’ipotesi di sviluppo». Quella parte del Pd anti-renziana che ieri, quanto a numeri, ha dimostrato di guadagnare terreno anche in Abruzzo.
Monica Pelliccione
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