Lolli: la Ball ceda gratis lo stabilimento

14 Dicembre 2018

Il presidente vicario della Regione: «Per quel sito si potrebbe applicare il modello Honeywell, gli investitori ci sono»

PESCARA. L’esito della vertenza Honeywell potrebbe essere un modello per la Ball, l’azienda di San Martino sulla Marrucina che ha annunciato la vendita dello stabilimento in previsione della chiusura a fine anno. Lo dice il presidente vicario della Regione e assessore alle attività produttive Giovanni Lolli.
Presidente, in che senso il modello Honeywell può essere di guida per la Ball?
«Secondo me la Ball deve utilizzare come modello, mutatis mutandis, quello che è successo con L’Honeywell. Noi chiediamo cioè di mettere a disposizione lo stabilimento gratuitamente. Dopo di che, come ho fatto per Honeywell, ho già presente la disponibilità di investitori importanti a mettere in piedi un’attività nel sito. Ma ci sono alcune condizioni da rispettare».
Quali?
«La prima, come ho detto, è che lo stabilimento sia ceduto a titolo gratuito; la seconda è che i tempi siamo rapidi, perché si parla di aziende che hanno bisogno di investire subito. Dopo di che, se i tempi si dilatano, diventerà essenziale la cassa integrazione. Ma, Honeywell insegna, si lavora bene a una vertenza quando ci sono lavoratori seri e maturi che si battono, quando c’è un sindacato che guida i lavoratori ed è in grado di mettere in campo proposte ragionevoli, e quando ci sono le istituzioni che fanno la loro parte. Ma ci vuole anche un’azienda che a sua volta faccia la sua parte. E visto che la Ball ha deciso di andarsene, almeno metta a disposizione il sito».
Per Honeywell la proposta si è rivelata vincente. Questa mattina i lavoratori saranno in assemblea per discutere dell’accordo. Lei è soddisfatto?
«L’esito è sicuramente positivo, anche se ci sono lavoratori che resteranno fuori. E l’esito, come ho detto, è merito soprattutto dei lavoratori e dei sindacati che hanno fatto una battaglia con impegno, serietà, e intelligenza. Poi, certo, anche le istituzioni hanno fatto la loro parte: il governo e, modestamente, la Regione, sia nella definizione della procedura che nella ricerca dei soggetti disponibili, per cui io mi sono molto adoperato. Adesso si tratta di gestire tutta la procedura, che va monitorata. Ma sono confortato dalla presenza di un sindacato forte, unitario, e di una Rsu composta da persone serie, capaci di gestire una questione così complessa. Nei prossimi giorni convocherò un tavolo in Regione e vedremo anche in che modo l’amministrazione potrà sostenere l’impresa subentrante».
La cinese Baomarc.
«La decisione di questo colosso di rafforzarsi nella nostra regione ci dimostra che la Val di Sangro è un territorio molto attrattivo per le imprese che vogliono investire».
Per una vertenza che si chiude altre sono ancora aperte.
«Ho appena convocato un tavolo per Il Sole24 ore, lì ci sono 129 esuberi tra i tipografi e una parte sono a Carsoli. Poi resta la questione Indecs, una ferita aperta e sanguinosa, e ci sono i problemi con i due call center dell’Aquila. E proprio oggi ho ricevuto una richiesta per Selta, un’azienda elettronica di Tortoreto con 90 lavoratori (la Selta ha presentato al tribunale di Milano una richiesta di concordato preventivo, ndr).
Tutto questo in una situazione difficile per l’occupazione, come rileva l’Istat.
«Il nostro sistema industriale è molto aperto e risente più di altri dell’andamento generale dell’economia».
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