Lolli: un tavolo per il rilancio dell’artigianato

24 Dicembre 2016

Appuntamento il 3 gennaio. In discussione i punti del documento comune sindacati-imprese

L'AQUILA. Il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli ha invitato sindacati e associazioni artigiane a un incontro per il 3 gennaio, nel quale discutere le proposte presentare indicate nel documento congiunto presentato venerdì. Lolli lo scrive in una lettera aperta nella quale sottolinea come le «questioni poste nel documento» siano «molto serie e meritano sia una risposta immediata, che una rafforzata attenzione da parte della Regione Abruzzo». Lolli concorda in particolare sull’analisi della difficile situazione in cui versano le piccole e piccolissime imprese, scarsamente interessate alla ripresina in corso. «Nel mondo della piccola e piccolissima impresa rimane una sofferenza fortissima che richiede senza dubbio un pacchetto di interventi specifici». Il confronto del 3 gennaio avrà come base i punti indicati nel documento delle parti sociali che, dice Lolli «sono tutti concreti e ragionevoli. Ovviamente c'è una differenza tra le iniziative che possono essere sostenute dai Programmi Comunitari e quelle che devono essere messe a carico del bilancio regionale nel quale, come sapete, gli spazi finanziari sono drammaticamente ristretti a causa della mole di debiti accumulata nelle gestioni passate e solo in parte ora riaccertati. Inoltre pesano come macigni scelte scellerate», continua Lolli, «che ben conoscete e da noi ereditate, tra cui vanno citate la vicenda Artigiancassa gestita senza tenere conto che non c'erano da tempo più coperture finanziarie e la LR 16/2002 sui “capannoni industriali” per la quale circa 100 imprese artigiane rischiano un drammatico fallimento». Solo queste due emergenze, spiega l’assessore, gravano sul bilancio regionale per un ammontare di debiti di svariati milioni di euro. Tornando ai temi posti dagli artigiani, «su alcuni di essi la Regione ha già in corso iniziative che possono andare incontro ad alcune delle vostre esigenze. Su altri, le iniziative partiranno con l'anno nuovo. In particolare sul Credito vorrei ricordare che i 18 milioni di euro di FESR e i 14 milioni di euro di FAS 2007/2013 programmati dalla vecchia Giunta erano totalmente inattivi: sono stati sbloccati solo dalla nuova amministrazione e nei prossimi giorni l'operazione verrà completata con la quota residua. Abbiamo poi deciso di adottare una misura simile a quella varata dalla Regione Puglia e cioè consentire ai Confidi meritevoli di portare a patrimonio indisponibile i fondi rotativi FESR e FAS di cui sopra, a condizione di una verifica stringente sull’attività dei diversi Confidi per selezionare ed escludere da questa misura quelli che hanno svolto una attività praticamente insignificante: cosa che oggi possiamo finalmente verificare grazie ai report forniti da FIRA in qualità di soggetto gestore».