«Lolli vuole toglierci dal mercato»

24 Agosto 2016

Il patron della Santa Croce accusa per la prima volta il vice governatore

L'AQUILA. «La Regione con in testa il vice presidente della giunta Lolli attua due pesi e due misure, a noi non ha dato risposta a ben tre istanze di proroga, mentre in altri casi, come in quello dell'acqua a marchio Guizza del Comune di Popoli (Pescara), del gruppo San Benedetto uno dei nostri primi concorrenti, permette di imbottigliare a concessione scaduta». A tirare in ballo il vice presidente della giunta regionale con delega alle attività produttive Giovanni Lolli, nella vicenda della concessione regionale per la captazione dell'acqua minerale Santa Croce, la cui sorgente e il cui stabilimento sono a Canistro (L'Aquila), è il patron molisano del marchio nazionale, Camillo Colella.

«Quali interessi ci sono? A mio avviso», spiega Colella all’Ansa, «la Regione ed il vice presidente della giunta Lolli ci vogliono fare fuori dal mercato, svalutando l'azienda, ora che ha riconquistato credibilità, immagine e affidabilità, risanando la posizione debitoria ereditata dalle precedenti gestioni, anche in considerazione degli investimenti commerciali, industriali e pubblicitari di questi ultimi anni, in particolare nel mondo del calcio».

Colella passa al contrattacco nell'ennesima puntata del duro scontro, anche legale sia con denunce sia con ricorsi al Tar, con l'ente regionale dopo che il 4 ottobre scorso la Regione ha revocato la concessione per irregolarità documentali. Lo scorso 12 agosto poi c’è stata l’ispezione da parte di dirigenti e personale regionale guidati dal dirigente alle Attività estrattive e Risorse territoriali Iris Flacco accompagnati da 10 carabinieri del Noe e dei Nas «con l'obiettivo di fare controlli e riappropriarsi del bene per fare il nuovo bando», come ha confermato lo stesso Lolli.