M5s: fermate le trivelle in Croazia

Il senatore abruzzese Castaldi chiede al governo di intervenire
PESCARA. «Le trivellazioni petrolifere nel mare della Croazia rischiano di metter in pericolo anche l’ecosistema marino italiano e di compromettere irrimediabilmente le attività turistiche su cui si sostengono decine diLo scrivono il senatore abruzzese del Movimento 5 Stelle Gianluca Castaldi e il collega Gianni Girotto nell’interrogazione in cui al governo italiano di «aprire un contenzioso con la Repubblica Croata per fermare lo scempio del mare Adriatico». L’interrogazione urgente è stata presentata ai ministri per gli Affari esteri e dello Sviluppo economico dopo l'allarme lanciato dalle associazioni ambientaliste nei giorni scorsi. «Ci sono ormai evidenze scientifiche», dicono i senatori, «che le piattaforme a mare rilasciano fluidi di perforazione e scarti metallici, che includono sostanze tossiche, fra cui cromo, mercurio e benzene, direttamente nelle acque marine. Basterebbe questo per bloccare la follia delle perforazioni nell’Adriatico».
Castaldi e Girotto sottolineano inoltre la
«È noto che nell’Adriatico le correnti finiscono per trasportare inquinanti e rifiuti sulle coste adriatiche. Segno evidente che le due coste – italiana e croata – sono entrambe coinvolte. In questo modo la flotta peschereccia italiana e le attività turistiche del nostro Paese rischiano di pagare il prezzo degli interessi della Croazia, il cui mare viene trasformato in un gigantesco campo di petrolio. Per cui chiediamo al Governo di verificare la compatibilità delle attività in corso e di attivare una stretta interlocuzione con il governo croato, che ha suddiviso il 90% del proprio specchio acqueo in 29 aree di estrazione petrolifera», e se «si intenda avvalersi del diritto alla consultazione».

