Ma 192 milioni per i viadotti restano bloccati

5 Dicembre 2018

Il 21 ottobre Toninelli scrisse che i fondi sarebbero stati presto disponibili. Il suo ministero lo smentisce

PESCARA. La notizia dei fondi bloccati per almeno un mese venne definita una fake news direttamente dal ministro Danilo Toninelli. Era il 21 ottobre scorso. Ma a distanza di 45 giorni i 192 milioni di euro, disposti dal Decreto Genova per mettere in sicurezza tredici viadotti delle autostrade A24 e A25, sono ancora bloccati. La conferma arriva dalla società concessionaria “Strada dei Parchi”.
Il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture infatti non ha ancora firmato i decreti attuativi che, oltre a stanziare i finanziamenti, autorizzano l’apertura dei cantieri. I lavori in corso sono a spese di Sdp che sta anticipando le somme per garantire sicurezza e posti di lavoro. Eppure il post su Facebook del ministro era stato assertivo: dice il falso chi afferma che i fondi non saranno sbloccati subito. Così in sintesi scrisse Toninelli che oggi viene smentito dal suo ministero, attraverso i massimi dirigenti, visto che nella realtà non virtuale tutto rimane bloccato nonostante il clima d’allarmismo generato a ottobre con il blitz sotto i viadotti delle Iene insieme al ministro e al dirigente del Mit, Placido Migliorino. «È un’incredibile contraddizione», commentano dalla società Strada dei Parchi che si è anche attivata per chiedere al prefetto dell’Aquila, Giuseppe Linardi, il verbale della riunione in cui lo stesso Migliorino affermò che A24 e A25 «erano già sicure prima e ora lo sono di più».
Sarà invece discussa nell’udienza di merito del 19 dicembre, davanti al Tar del Lazio, la richiesta della concessionaria che punta a chiarire una volta per tutte se i viadotti sono sicuri, come sostiene la società, oppure no, come dichiarato più volte dal ministero. «Il giudice ha apprezzato favorevolmente le ragioni d’urgenza rappresentate da SdP e ha fissato la data per la trattazione dell’accertamento tecnico preventivo alla prima udienza utile del mese in corso», dice la concessionaria. «La nostra richiesta nasce proprio dalle diverse valutazioni emerse coi tecnici del ministero sulla situazione della sicurezza delle infrastrutture e dei viadotti». (l.c.)