Ma Giuliante gli ribatte in modo duro dandogli persino del «bullo»

28 Giugno 2018

PESCARA. Alla bomba lanciata da Pagano contro la Lega, Gianfranco Giuliante risponde con l’artiglieria pesante. «Sulla Regione non intendiamo mediare su chi ipotizza soluzioni precostituite e lo fa...

PESCARA. Alla bomba lanciata da Pagano contro la Lega, Gianfranco Giuliante risponde con l’artiglieria pesante. «Sulla Regione non intendiamo mediare su chi ipotizza soluzioni precostituite e lo fa con la saccenza del bullo di periferia, anche se con abito sartoriale», scrive il coordinatore regionale dei dipartimenti della Lega. La sua nota politica rende la spaccatura più ampia e difficilmente sanabile, nonostante l’appello alla pace lanciato, sempre ieri, da Fratelli d’Italia che, nel ruolo di pompiere, scrive: «La corsa alla rivendicazione del candidato Governatore rientra nelle logiche di una vecchia politica che di certo sfiducia sempre più l'elettorato». Ma non basta per acquietare l’ira della Lega. «La mediazione è l’anima stessa della politica. Questa pillola di saggezza Pagano poteva riservarla a chi, in modo scomposto, ha aperto il dibattito sulle regionali, stabilendo aperture/veti (su Fabrizio Di Stefano, ndr), arrivando a parlare per nome e per conto del centrodestra», scrive Giuliante riferendosi ad Antonio Martino, segretario organizzativo degli azzurri che ha dichiarato di parlare di “intesa strettissima” con il suo segretario. Quanto basta per far dire a Giuliante che Pagano «deve assumersi la responsabilità dello strappo», e di contrattaccarlo in modo pesante: «Non ha compreso che sono finiti i tempi del bullismo di coalizione, quando l’insipienza e la tracotanza di una classe dirigente delegittimata utilizzava la cintura di sicurezza dei cerchi magici che coprivano ogni errore. Errori che hanno portato il partito a più che dimezzare i propri consensi». Giuliante fa quadrato su Bellachioma: «Che ha espresso sull’argomento un’opinione politica forte, ma politica». Mentre la risposta del segretario azzurro («neofita») è stata «insultante e personale. Ricordiamo però a Pagano che il “neofita” ha portato un movimento neonato a ridosso di Forza Italia e se ciò non è stato difficile è proprio perché Pagano, con la sua “esperienza”, l’ha schiantato». Ma anche Giuliante fa un’apertura finale invocando: «Un accordo che veda unito il centrodestra, che sappia interloquire con le realtà civiche coprotagoniste, nuove e non minestre riscaldate».Ma la fa agitando lo spettro di Teramo dove la Lega «è tornata sui suoi passi per amor di coalizione, ma i risultati non hanno soddisfatto nessuno». (l.c.)