Marcozzi: attenti all’inceneritore

28 Dicembre 2015

«Il governo insiste nel piano nazionale che include anche l’Abruzzo»

PESCARA. «Il Governo Pd non molla, l'inceneritore in Abruzzo lo vuol proprio fare. Questo è quanto previsto dal governo Renzi nell'ultima bozza di decreto attuativo del Decreto Sblocca Italia, nella parte dedicata al trattamento dei rifiuti e agli impianti di combustione». A sostenerlo è la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Sara Marcozzi: «Mentre le città vengono inghiottite dallo smog il presidente Renzi decide di infliggere il colpo di grazia a 8 Regioni italiane col progetto di 9 nuovi inceneritori. E proprio come avevamo annunciato già nel mese di agosto, tra le regioni nel mirino dell'incompetenza renziana c'è anche l'Abruzzo».

Marcozzi ricorda che fu la prima a denunciare lo scorso agosto la presenza nella bozza di decreto attuativo dello Sblocca Italia della concreta possibilità di un inceneritore anche in Abruzzo.

«Mentre gli abruzzesi erano in ferie», dice la Marcozzi, «il governo Renzi tentava il colpaccio. E oggi, tra un timballo, una tombola e un brindisi distratto, il governo prova ancora a danneggiare i cittadini subdolamente. Mi chiedo cosa stia facendo la Giunta regionale. La nostra regione potrebbe essere deturpata da un ecomostro che produrrà PM10 per i prossimi 20 anni, e il Presidente D'Alfonso sta a guardare. Mentre alcuni governatori (Puglia, Marche, Sicilia Toscana e Umbria) si ribellano al governo Renzi tutelando il territorio e altri (Piemonte, Liguria e Veneto) riescono a uscire dalla lista nera degli inceneritori grazie ad un piano rifiuti eccellente, in Abruzzo il governatore subisce passivamente le decisioni di Roma». Marcozzi annuncia quindi di aver presentato da tempo una proposta di legge, di cui è la prima firmataria «per scongiurare la realizzazione di inceneritori in Abruzzo».

«Ma come troppo spesso accade in questa amministrazione», aggiunge, «l'appartenenza politica supera l'interesse della tutela dei cittadini e, dunque, la nostra legge giace nei cassetti della Regione».

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