Mare caldo, scatta l’allarme per cozze e vongole

La Coldiretti Abruzzo denuncia: «Il comparto ittico è in sofferenza, non può essere lasciato solo»
PESCARA. I mutamenti climatici e il mare troppo caldo mettono in allarme il comparto ittico abruzzese. Al momento la situazione è meno drammatica rispetto al collasso del Nord Adriatico, ma gli operatori locali restano in forte ansia. Il rischio reale è che il surriscaldamento, unito all’impennata dei costi di produzione, metta in crisi l’intero comparto. A lanciare l’allarme è l’organizzazione agricola Coldiretti Abruzzo, che richiama l’attenzione sulle difficoltà di un settore strategico per l'economia costiera regionale. «I nostri mitilicoltori», dichiara in una nota la Coldiretti, «non stanno vivendo la situazione drammatica del Nord Adriatico, dove si sono registrate perdite gravissime, ma il comparto è comunque in sofferenza e non può essere lasciato solo. Le imprese continuano a sostenere costi sempre più elevati per energia, trasporti e manodopera, mentre gli effetti del cambiamento climatico rendono la produzione sempre più incerta».
L’organizzazione ricorda inoltre come già lo scorso anno le imprese del settore abbiano ricevuto dalla Regione un contributo «ritenuto del tutto insufficiente rispetto ai danni subiti e agli investimenti necessari» per garantire la continuità produttiva. «Non bastano interventi simbolici. Occorrono misure strutturali e risorse adeguate per accompagnare le imprese nell'adattamento ai cambiamenti climatici e salvaguardare una filiera che rappresenta un presidio economico, occupazionale e ambientale fondamentale per la costa abruzzese». Il settore dell’acquacoltura rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy, con una produzione che vede nelle cozze la principale voce, seguite da trote, vongole, orate e spigole.
Un comparto destinato ad assumere un ruolo sempre più strategico anche alla luce dell'evoluzione della domanda mondiale, considerato che l'acquacoltura ha ormai superato la pesca di cattura come principale fonte di produzione di animali acquatici. Per Coldiretti Abruzzo è quindi indispensabile «rafforzare le politiche di sostegno alle imprese ittiche, investendo nella ricerca, nell’innovazione e nella resilienza del comparto» affinché il settore possa affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico senza perdere competitività e garantendo al tempo stesso qualità, sicurezza alimentare e occupazione.
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