«Mare pulito dove sono le trivelle»

15 Maggio 2015

Confindustria punzecchia: il problema nei depuratori. Si schiera anche Tancredi

PESCARA. «Sono un problema le attività offshore o piuttosto l'inefficienza degli impianti depurativi, gli scarsi controlli degli scarichi civili ed agricoli, l'inciviltà di chi abusivamente riversa nelle acque ogni genere di inquinante?». A porre la domanda è Confindustria Chieti-Pescara, sostenendo che il mare vicino agli impianti offshore è pulito. A pochi giorni dalla manifestazione del 23 a Lanciano contro gli impianti ed i progetti petroliferi, l’associazione degli imprenditori ha diffuso una lunga nota sulle cause dell’inquinamento marino. «Pochi giorni fa», si legge in una nota, «è stata sanzionata la pesca di frodo di pregiato tonno rosso effettuata a meno di 500 metri dalla piattaforma Eni al largo di Giulianova, dimostrando di fatto due verità: che le acque in prossimità degli impianti offshore sono pulite e protette tanto da essere luogo di riproduzione e riserva di specie pregiate; l'altra verità è che i controlli sono in grado di garantire la sicurezza attiva e passiva al massimo livello».

Confindustria sottolinea come a Silvi e Rocca San Giovanni siano state revocate le Bandiere blu per inquinamento da carenza di depurazione, mentre i vessilli sono stati confermati a comuni come Pineto e Vasto di fronte ai quali si trovano le piattaforme in attività. «Inoltre», fa notare, « per la prossima estate i divieti di balneazione riguarderanno oltre 50 diversi punti in gran parte prossimi alle foci dei fiumi. Allora, dov'è il problema?».

E dal tonfo dell’Abruzzo sulle Bandiere blu prende spunto anche Paolo Tancredi, deputato Ncd. «Quello che mi sorprende è che da più parti si parli di discariche abusive come la principale causa dell'inquinamento delle nostre coste: a sentire certe campane pensavo infatti che l’inquinamento dipendesse, unicamente, dalle trivelle e invece vedo che non vengono citate negli studi sulla balneazione. Evidentemente le trivelle non hanno alcuna ricaduta sull’inquinamento, come del resto già presumevo». «A questo punto confidiamo», conclude Tancredi, «in una modifica delle politiche sulle discariche che si può dire causano problemi per le nostre coste, per il mare e per le falde acquifere. Altro che trivelle».