Margherita, manager eco-psicologa

Ex volontaria nelle tendopoli post sisma all’Aquila, ha dato vita a Socioplan
L'AQUILA. Margherita Paglino ha 37 anni ma il volto "pulito" della studentessa che è appena uscita dall'università con una valigia piena di sogni. E' arrivata come volontaria da Roma all'Aquila a cavallo tra il suo 31esimo e il 32esimo compleanno nel 2009, per aiutare nelle tendopoli del Comune di Villa Sant'Angelo distrutto dal sisma.
Dopo essersi dibattuta tra i problemi della vita nelle tende e gli infiniti disagi sociali, sotto al sole d'estate e sotto l'acqua in autunno, ha deciso di mollare la sua vita nella capitale e si è trasferita nella città ferita, per «mettere il mio background a disposizione della ricostruzione sociale dell'Aquila». Ha ideato, così, l'associazione "Socioplan" insieme ad altri colleghi, con l'obiettivo di contribuire alla promozione sociale e allo sviluppo locale attraverso azioni e interventi mirati di pianificazione socio-territoriale per combattere il disagio sociale e promuovere il benessere di comunità. La sua metodologia si avvale della ricerca scientifica sociale, dell'educazione non formale, dei processi partecipativi e della cosiddetta eco-psicologia.
«Ho lasciato la mia famiglia e mi sono licenziata», racconta, «all'inizio fare attecchire il mio lavoro all'Aquila è stato difficile. Ho cercato di fare progetti di aggregazione ma da sola mi sono resa conto che era impossibile, così ho cercato di rafforzarmi attraverso una rete territoriale e cercando nuove associazioni. Con Socioplan», aggiunge, «ho lavorato con persone che hanno dipendenze da stupefacenti, dal gioco d'azzardo e da internet, perché ci siamo resi conto che dopo il sisma c'era stata un aumento di queste dipendenze. Abbiamo cominciato a cercare metodologie non noiose per rivolgerci ai giovani e cercare di sensibilizzarli a non cadere nella rete della dipendenza. Le terapie di Socioplan, come "danzability", stimolano le relazioni sociali. Siamo andati fino a Milano per apprendere queste tecniche e strumenti innovativi rispetto alle terapie tradizionali». (m.g.)
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