Marsilio a Leombroni: prima il cda, poi ti dimetti

25 Giugno 2019

Il governatore invita il consiglio di amministrazione a esprimersi sul bilancio E il direttore dell’ente Sutti attacca il dimissionario: affermazioni gravi e infondate

PESCARA . Le dimissioni di Giampiero Leombroni dalla presidenza dell’Arap «non potranno rendersi operative se non dopo la convocazione del consiglio di amministrazione con all’ordine del giorno un dettagliato esame del bilancio d’esercizio 2018». A sostenerlo sono il presidente della Regione, Marco Marsilio, e il presidente del consiglio, Lorenzo Sospiri, in risposta a Leombroni che con una missiva choc nei giorni scorsi ha denunciato presunte irregolarità nel bilancio dell’agenzia regionale per le attività produttive, oltre ad annunciare le proprie dimissioni a far data dal primo luglio. Dichiarazioni che Sospiri e Febbo hanno intenzione di girare direttamente alla Procura.
E alla questione si aggiungono anche le “precisazioni” da parte del direttore generale dell’Arap, Antonio Sutti, in una nota diretta a Marsilio, Sospiri, e all’assessore regionale alle attività produttive Mauro Febbo, che di fatto si traducono in una replica al vetriolo nei confronti del dimissionario Leombroni.
MARSILIO E SOSPIRI. «Nel prendere atto di quanto rappresentato», scrivono i due vertici regionali al presidente dell’Arap, «con nota inerente le criticità riscontrate nella situazione gestionale dell’Arap, si sottolinea come detta situazione richieda un intervento urgente e non più procrastinabile del consiglio di amministrazione dell’ente, che dovrà essere chiamato immediatamente a esprimersi sul bilancio dell’esercizio 2018». Quello sul quale Leombroni ha sollevato parecchie perplessità. «Proprio al fine di scongiurare il verificarsi dei paventati gravi danni al patrimonio e alle attività aziendali», proseguono Marsilio e Sospiri, «con le conseguenti responsabilità che ne potrebbero derivare, le preannunciate dimissioni non potranno rendersi operative» fino a quando il cda non avrà esaminato l’oggetto del contendere, il bilancio.
L’AFFONDO DEL DG. E come se non bastasse, arriva l’affondo del dg secondo il quale Leombroni aveva «manifestato tale volontà (a dimettersi, ndr), già in date precedenti, fissando la rinuncia all’incarico sin dallo scorso 31 maggio. Il supposto ulteriore aggravamento della condizione gestionale dell’azienda», puntualizza Sutti, «non è affatto rispondente alla reale situazione aziendale, in quanto l’ente sta continuando regolarmente le attività istituzionali di gestione delle aree industriali e della conduzione degli impianti idrici e di depurazione». E ancora: «Occorre sottolineare che a oggi, dopo quasi tre anni dall’avvio, non è stato ancora possibile rendicontare le spese generali sostenute da Arap nell’ambito della realizzazione dei vari progetti Masterplan, materia della quale si è occupato in via esclusiva il signor Leombroni».
ESTERNAZIONI PERICOLOSE. «Mi chiedo», aggiunge il direttore in aperto dissenso con le dichiarazioni del presidente dimissionario, «come abbia potuto motu proprio lasciarsi andare ad affermazioni così gravi, infondate e lesive per l’ente e per le persone coinvolte, senza aver tenuto conto delle conseguenze che esse possono generare nei confronti di terzi (istituti di credito, fornitori) e senza tenere in minima considerazione che l’unico organo deputato ad approvare, e successivamente, se del caso, rilasciare dichiarazioni in merito al bilancio è il cda nella sua forma collegiale». Sutti, secondo il quale «la complessiva attività gestionale di Arap è in forte recupero», si dice disponibile «a esporre nei minimi dettagli gli argomenti esposti e molti altri che sarebbe necessario approfondire».