Marsilio e Verì incontrano Speranza: ora basta tagli

31 Gennaio 2020

L’AQUILA. Il presidente della giunta regionale, Marco Marsilio e l'assessore alla Salute, Nicoletta Verì, hanno incontrato ieri a Roma il ministro della Sanità, Roberto Speranza, per illustrare le...

L’AQUILA. Il presidente della giunta regionale, Marco Marsilio e l'assessore alla Salute, Nicoletta Verì, hanno incontrato ieri a Roma il ministro della Sanità, Roberto Speranza, per illustrare le principali istanze della Regione sulla riorganizzazione del sistema sanitario abruzzese. Nel colloquio sono state innanzitutto rappresentate al ministro le difficoltà nell'applicazione dei parametri sui tagli previsti dal Decreto Lorenzin (il Dm70) in una Regione come l'Abruzzo, che «per le sue caratteristiche orografiche e per le enormi differenze di densità di popolazione nelle diverse aree, risulta eccessivamente penalizzante per molti territori». Un’istanza condivisa anche con altre Regioni, hanno detto Marsilio e Verì, e trasferita in una specifica scheda (la 15) del nuovo Patto per la Salute, in cui è prevista proprio la revisione del Dm70.
Il ministro Speranza ha dato la propria disponibilità ad avviare una valutazione delle criticità sollevate, condividendo la necessità di favorire il più possibile la diffusione dei servizi sanitari sui territori, in quell'ottica di sanità di prossimità che il nuovo governo regionale ha inserito come pilastro degli strumenti programmatori su cui è in corso il confronto con il Tavolo di monitoraggio ministeriale. E proprio con i ministeri della Sanità e delle Finanze, dovrà essere riaperto il confronto sui piani di edilizia sanitaria. Marsilio e Verì, infatti, hanno chiesto che venga messo a disposizione dell'Abruzzo l'intero stanziamento assegnato di 229 milioni, che consentirebbe alla Regione di affrontare compiutamente le emergenze infrastrutturali. Il ministro ha invitato la Regione a presentare una formale istanza al ministero, così da arrivare in tempi brevi alla redazione di un nuovo accordo di programma che permetta di realizzare i nuovi ospedali, senza andare a impattare in modo considerevole sulle casse delle Asl.