Marsilio scende in piazza e rinvia lo spoil system

6 Settembre 2019

Lunedì il governatore sarà a Roma al fianco di Giorgia Meloni per chiedere elezioni subito Slitta a mercoledì il vertice sulle nomine. A dg della Asl Chieti il favorito è Thomas Schael

PESCARA. Fratelli d’Italia chiama alla mobilitazione militanti e simpatizzanti lunedì alle ore 11 davanti a Montecitorio a Roma per una manifestazione contro il governo Conte bis e il «patto delle poltrone» per chiedere «elezioni subito». Dall’Abruzzo partiranno molti al seguito del segretario regionale Etelwardo Sigismondi, tra loro ci sarà anche il presidente della Regione Marco Marsilio. Il quale, per essere accanto alla presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, ha spostato al pomeriggio la prima giunta dopo le ferie estive. Inizialmente l’incontro era previsto alle ore 10, slitterà alle 16,30. Si farà invece mercoledì il previsto vertice con gli alleati sulle nomine, perché lunedì sarà impossibile avere al tavolo il leghista Giuseppe Bellachioma impegnato nel voto di fiducia al nuovo governo. Quanto alle nomine, ieri da ambienti molto vicini a Marsilio è trapelato il nome del prossimo direttore generale della Asl di Chieti che dovrebbe essere Thomas Schael, ex subcommissario della sanità in Calabria ed ex dg della Asl di Bolzano dove, secondo il Quotidiano Sanità, avrebbe ottenuto lusinghieri risultati, tra i migliori in Italia. Ma Schael dovrà aspettare mercoledì. Lunedì Marsilio indosserà le vesti del militante tricolore per seguire in piazza Meloni contro lo stesso governo con cui sarà chiamato a confrontarsi da amministratore. Sulla carta il Conte 2 dovrebbe essere un governo più attento alle esigenze del sud e dell’Abruzzo. Per esempio su autonomia e sanità.
AUTONOMIE. Il Conte 2 è certamente più lontano dalle posizioni del Conte 1 rispetto alla questione delle autonomie regionali. E questa cosa dovrebbe avvantaggiare una regione come l’Abruzzo. Certo, quando Veneto e Lombardia premevano per avere subito l’autonomia Marsilio dichiarò: «Va bene, purché non ci danneggi». Ma una cosa è trattare con la ministra leghista vicentina Erika Stefani e una cosa è sedersi attorno al tavolo col pugliese Francesco Boccia. E forse con Boccia l’Abruzzo potrebbe tentare di inserirsi nel gioco delle autonomie, vista che è l’unica regione, assieme al Molise, a non aver avanzato alcuna proposta al governo.
IL NODO SANITÀ. La partita della sanità, che sembrava chiusa attorno al decreto Lorenzin dovrebbe riaprirsi con l’arrivo del leader di Leu Roberto Speranza, il ministro più a sinistra del Conte 2. L’Abruzzo ha ancora in ballo la questione del riordino della rete ospedaliera (ci sono prescrizioni dal tavolo ministeriale di monitoraggio); c’è poi la decisione da prendere sui Dea di II livello e c’è la partita delle assunzioni negli ospedali (ieri un collega di Marsilio, il governatore della Calabria Mario Oliverio ha già chiesto a Speranza un incontro urgente su questo argomento). Infine restano aperte le tante questioni che riguardano il potenziamento dell’assistenza territoriale. Ma ci sono dossier più generali sui quali l’Abruzzo dovrà mantenere alta l’attenzione: manca ancora il decreto con le tariffe previsto dai “nuovi” Livelli Essenziali di Assistenza, la cui assenza non permette di usufruire di alcune prestazioni; ma c’è anche da completare l'iter che dovrebbe permettere l'introduzione del Silenzio assenso per la donazione degli Organi. In ultimo, Governo e Regioni dovranno sottoscrivere il Patto per la Salute, a cui è collegato anche l'incremento di 3,5 miliardi per il Fondo Sanitario, e che dovrebbe prevedere anche una rimodulazione del ticket e un riordino delle specializzazioni mediche. Difficile prevedere come si muoverà Speranza. Del neoministro si ricorda, nella sua veste di deputato, un disegno di legge presentato per l’abolizione dei superticket. Ma con l’aumento dell’Iva da sterilizzare anche il suo ministero potrebbe essere chiamato a fare sacrifici. In conclusione: lunedì Marsilio scenderà in piazza (anche) contro i ministri Boccia e Speranza per chiedere elezioni subito. Poi dovrà spogliarsi degli abiti del militante e sedere con loro per discutere di autonomia regionale e sanità. Che fatica mantenere i due ruoli.