Marsilio, sei liste ma Di Stefano non c’è

28 Dicembre 2018

Due vertici alla stessa ora: il senatore di Fdi blinda l’Udc. E l’ex deputato decide di andare da solo, sabato incontra Toto

CHIETI. Sei liste per Marco Marsilio ma all’appello manca Fabrizio Di Stefano che ha deciso con i suoi di andare avanti da solo. «È una scelta di coerenza condivisa», afferma l’ex deputato forzista che si sente in grado di superare lo spauracchio dello sbarramento del 4%: «Chi pensa il contrario mi offende», esclama dopo che per tre volte ha detto no a Marsilio. L’ultima ieri mattina a Chieti, svela l’ex deputato che non getta la spugna e, almeno così pare, diventa la spina nel fianco del centrodestra marsiliano, a trazione Fratelli d’Italia, di Giorgia Meloni e Pierluigi Biondi che ieri, a partire dalle 18.48, si è riunito al gran completo nella sede di Fdi a Chieti Scalo. Gran completo sta per Lega – anche se il deputato e coordinatore regionale Giuseppe Bellachioma non c’era perché impegnato a Roma per la Finanziaria – quindi Forza Italia, con il coordinatore Nazario Pagano e il suo vice, Antonio Martino, e ancora Azione Politica di Gianluca Zelli, oltre che l’Udc di Enrico Di Giuseppantonio (assente e osservato speciale), i Popolari per l’Italia e, naturalmente, il padrone di casa, Fdi, con il coordinatore regionale Etel Sigismondi. Questi i principali nomi dei presenti, una ventina che, appunto, corrispondono alle sei liste del centrodestra su cui il candidato presidente Marsilio, senatore romano con genitori abruzzesi, potrà contare per le elezioni regionali del 10 febbraio 2019. La settima lista, quella del presidente, è invece in alto mare. Ma i nodi da sciogliere sono anche altri. Il capitolo Di Stefano viene trattato, anche se non è il principale. Chi ci riferisce di quanto è accaduto ieri nel recinto del centrodestra – che è ancora indeciso se fare una sola e grande convention regionale per presentare Marsilio oppure quattro, una per ogni provincia – afferma che per il candidato presidente venuto da Roma la trattativa con l’ex deputato Di Stefano sarebbe ancora aperta. Ma nella riunione che quest’ultimo teneva alla stessa ora, e altrove, con diversi candidati e simpatizzanti, è stato deciso tutt’altro. Oddio, in politica non ci sono mai certezze, ma solo strategia e bizantinismi. Anche se Di Stefano per ora è chiaro: «I miei mi dicono di andare avanti da soli. Questo è il sentimento che prevale. Ho con me due civiche e il Popolo della Famiglia ma l’assenza di qualcuno mi obbliga a tenere un nuovo incontro sabato al quale parteciperà anche Daniele Toto». Pare che durante il vertice antagonista sia stato anche mostrato un sondaggio sul gradimento dei candidati presidenti che non vede Marsilio in buona posizione rispetto a Giovanni Legnini e Sara Marcozzi. Ma Di Stefano non ne vuol parlare e alle 20.19 rompe le righe mentre, dall’altra parte, cioè da Marsilio, viene affrontato il tema liste, candidati e prove di fedeltà, tutto concentrato sull’Udc che (come dice Di Giuseppantonio al telefono) schiererà Mario Olivieri, Alessio Monaco (che però viene dato per candidato anche da Maurizio Di Nicola nella sua lista pro Legnini) e Marianna Scoccia, sindaca di Prezza e moglie dell’ex assessore uscente della giunta D’Alfonso, Andrea Gerosolimo. Su di loro c’è la richiesta di Lega e Forza Italia al candidato presidente di farsi garante. Una garanzia che ha tempi brevi. Il banco di prova è rappresentato dal consiglio regionale di oggi dove il centrodestra si aspetta da Olivieri, Gerosolimo e Monaco un no convinto al bilancio di previsione targato centrosinistra. Marsilio sarà presente e vigilerà. All’appello però manca il quarto nome, Donato Di Matteo, che il centrodestra non dà per perso. Tocca alla Lega recuperarlo per sdebitarsi con lui su Pescara.
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