Masterplan, aggiunte per depuratori e dissesto strade minori

La giunta regionale vara l’elenco definitivo degli interventi con le integrazioni richieste da Palazzo Chigi
PESCARA. Meno libri dei sogni, più concretezza nel Masterplan Abruzzo -Patto per il sud, varato definitivamente il 19 aprile dalla giunta regionale.
E’ il risultato degli undici incontri avuti a Palazzo Chigi dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso con il sottosegretario alla presidente del Consiglio dei ministri Claudio De Vincenti e il capo dipartimento programmazione Ferruccio Sepe. Incontri che si sono svolti tra il 18 gennaio e il 7 aprile dopo la presentazione della prima stesura del Masterplan nel dicembre scorso. Un lungo lavoro dunque di revisione e rammendo che adesso si concretizza in un documento dove sono sì elencate le opere prioritarie o strategiche, ma soprattutto gli interventi cosiddetti “aggiuntivi”, in parte già previsti dal vecchio Masterplan, in parte inseriti su segnalazione o esplicita richiesta del governo.
Questi ultimi riguardano soprattutto gli interventi indispensabili per avviare il lavoro di conservazione del tessuto territoriale altrimenti destinato al degrado e all’abbandono, e di sostegno alle attività produttive colpite da una crisi non ancora superata. Stiamo parlando di investimenti per quasi 800 milioni: messa in sicurezza e recupero della viabilità provinciale (100 milioni di euro); messa in sicurezza e recupero della viabilità minore (100 milioni); dissesto idrogeologico (180 milioni); bonifica di siti e discariche (60 milioni); sviluppo delle reti irrigue a uso agricolo, con recupero di acque di qualità inferiori (50 milioni); potenziamento e adeguamento dei depuratori (100 milioni, tema che non ci lasceremo alle spalle tanto facilmente); potenziamento, completamento e innovazione della rete idrica e di approvvigionamento (80 milioni); assistenza allo sviluppo delle imprese tramite incentivazioni o credito d’imposta (60 milioni); manutenzione straordinaria dei parchi e messa in sicurezza dei sentieri (20 milioni); completamento dei progetti e interventi in materia di turismo e cultura (50 milioni).
Si tratta dunque di opere minori, non spettacolari, ma necessarie per rendere l’Abruzzo una regione “normale”. Nel Masterplan ci sono naturalmente anche i grandi interventi, come la variante sud dell’Aquila (53 milioni); il quarto lotto della Teramo mare (85 milioni); la fondovalle Val di Sangro (190 milioni), ecc. Ma è sugli interventi di “normale amministrazione” che si misurerà la capacità di governo della Regione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

