Masterplan, ecco la prova chiave

I due emendamenti del Pd possono salvare i fondi: tutto dipende dal Governo
PESCARA. Uno taglia il comma del Decreto Genova che beffa l’Abruzzo privandolo fino al 2022 di 200 milioni dei fondi Masterplan. L’altro propone al Governo una soluzione alternativa, indolore per la nostra regione. Se saranno accolti significa che il Governo ammette l’errore e fa dietrofront. Al contrario, l’Abruzzo dei 350 progetti del Masterplan già in fase avanzata resterà per due anni a bocca asciutta. È un banco di prova per il ministro Danilo Toninelli che ha rassicurato che i 200 milioni non andranno persi. Giovedì prossimo vedremo se alle parole seguiranno i fatti. Ecco il testo dei due emendamenti presentati dai parlamentari abruzzesi del Pd, Stefania Pezzopane e Camillo D’Alessandro. Il primo è abrogativo e dice: «Disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze. All’articolo 16, comma 2, lettera d) sono apportate le seguenti modificazioni: le parole “Il Cipe provvede alla conseguente rimodulazione a valere sulle assegnazioni per interventi già programmati nell’ambito dei Patti di sviluppo sottoscritti con le regioni Abruzzo e Lazio, di cui alle delibere Cipe n. 26 del 2016 e n. 56 del 2016” sono soppresse». Il testo è chiaro: «L’emendamento si rende necessario per non ingessare l’avanzamento di spesa del patto per lo sviluppo della Regione Abruzzo. Tale programma ha una dotazione finanziaria di 753 milioni di cui 536 già inseriti nella Banca dati Unitaria del Mef e validati il 31/08/2018. Le concessioni sottoscritte ammontano invece al 93% del programma», spiega Pezzopane sempre nel suo emendamento. «Il programma pertanto è in avanzata fase di realizzazione. Ma l’anticipazione del flusso di cassa disposta dalla lettera d) dell’articolo 16 del Decreto Genova è di proporzioni tali (30% dell’intero programma) da non consentire nel corso del 2019 il regolare pagamento dei Sal (stato d’avanzamento lavori) degli interventi per i quali i 77 soggetti attuatori hanno avviato e in buona parte concluso le procedure di gara. La restituzione in quote annuali a partire dal 2021 e fino al 2025, inoltre, determinerebbe un ulteriore rallentamento nella fase di chiusura del programma».
Il secondo emendamento invece è propositivo e punta a sostituire il comma che penalizza l’Abruzzo con la frase: «Provvede alla conseguente rimodulazione a valere sulle assegnazioni per interventi già programmati nell'ambito del Piano operativo infrastrutture di cui alla delibera Cipe n 54 del 2016», cioè altri fondi che destinati all’Abruzzo che possono slittare anche di due anni perché finanziano opere non urgenti. (l.c.)

