Maternità, torna la protesta

1 Luglio 2015

Fronte del no in Consiglio, in strada anche i lavoratori Ae

L'AQUILA. Torna d'attualità la protesta contro la Regione per le chiusure dei reparti di Maternità (Punti nascita) negli ospedali di Ortona, Sulmona, Atri e Penne, imposte dal piano di rientro sul deficit concordato con il governo nazionale. Fuori palazzo dell'emiciclo, sede del consiglio regionale, hanno protestato rappresentanze di Ortona e Sulmona. Per Atri e Penne erano presenti i sindaci. Mentre al di fuori c’è stata la mobilitazione anche con l'esposizione di cartelli e striscioni, all'interno si è svolta la conferenza dei capigruppo. Una richiesta, quella di una nuova discussione, chiesta tra gli altri dal consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, uno dei quattro componenti della maggioranza che nei mesi scorsi ha votato a favore della risoluzione delle opposizioni sul blocco delle chiusure che ha mandato sotto il centrosinistra. «Siamo qui per chiedere l'aggiornamento dei dati sulle nascite ad Ortona che sono stati finora mistificati», ha detto un rappresentante di un comitato.

Davanti al Consiglio hanno protestato anche una ventina di dipendenti di Abruzzo Engineering, la società controllata dalla Regione e altri soci pubblici e privati con 200 dipendenti di cui oltre la metà in cassa integrazione. Il governatore, Luciano D'Alfonso, punta a estinguere il debito milionario con Selex al tempo stesso rilevando le quote per circa 5 milioni, acquisire la completa proprietà pubblica di Ae e renderla così società «in house» dell'ente, capace di rilanciarsi potendo acquisire commesse a chiamata diretta, cosa fin qui mai possibile.

Al Consiglio è stato chiesto di inserirre nel prossimo ordine del giorno il provvedimento di uscita dalla compagine sociale di Selex Service Management, società controllata da Finmeccanica, ed un piano di rilancio.