Mazzocca a Renzi: avanti sul Parco dei trabocchi

PESCARA. L'assessore regionale all'Ambiente, Mario Mazzocca, ha scritto una lettera al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti, «per chiedere la rapida...
PESCARA.
L'assessore regionale all'Ambiente, Mario Mazzocca, ha scritto una lettera al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti, «per chiedere la rapida conclusione delle procedure di perimetrazione del Parco dei Trabocchi della Costa Teatina, in quanto punto fondamentale del programma di governo dell'attuale coalizione regionale». «Con la lettera», dice Mazzocca «ho chiesto apertamente che una volta effettuata la disamina dell' atto di delimitazione provvisoria del Parco, così come definito dal commissario ad acta, di voler procedere, senza ulteriore indugio alcuno, alla definitiva istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina.
La vicenda dell'istituzione del Parco della Costa Teatina si intreccia con la questione petrolizzazione dell'Adriatico nell'ambito dell'acceso dibattito sulle sorti della costa abruzzese, con l'area protetta che, a detta di molti, potrebbe fermare il progetto Ombrina Mare. Sul Parco gli ambientalisti criticano duramente l'operato della politica abruzzese e lanciano un appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché «firmi subito il decreto» relativo all'istituzione. Oggetto delle polemiche di Wwf, Legambiente, Arci, Marevivo e ProNatura è la risoluzione urgente approvata dal consiglio regionale con cui si chiede al governatore Luciano D'Alfonso «un intervento tempestivo presso il Commissario Governativo, Giuseppe De Dominicis, per sospendere e rivedere la procedura di istituzione del Parco della Costa Teatina al fine di rettificare il perimetro presentato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri». «Un colpo di sole o colpo di coda di una classe politica figlia della vecchia economia del '900?», si chiedono gli ambientalisti, che parlano di «15 anni persi inutilmente». Basta con questa farsa. Subito la firma del decreto, lo hanno chiesto in 40mila in piazza a Pescara e in 60mila a Lanciano», aggiungono ricordando i numeri delle due maxi manifestazioni del 2013 e di maggio scorso. Così l'appello al capo dello Stato, cui verrà presto inviato anche un documento. La risoluzione, approvata dal consiglio con ben 20 voti favorevoli, secondo gli ambientalisti è «l'ennesima, triste brutta figura di amministratori che, a tutti i livelli, nel corso degli ultimi quindici anni hanno largamente dimostrato la propria inadeguatezza nell'affrontare le tematiche relative ai contenuti che il Parco Nazionale della Costa Teatina rappresenta, nella piena incapacità di sviluppare una strategia vincente per i nostri territori. Non è un caso», dicono, «se non sono bastati quindici anni per arrivare a una perimetrazione condivisa e se, primo caso in assoluto in Italia, si è arrivati alla nomina di un commissario straordinario per compiere un adempimento di legge previsto sin dal 2001». I consiglieri di Abruzzo Civico Mario Olivieri e Andrea Gerosolimo, che hanno proposto la risoluzione, ironizzano gli ambientalisti, «dovremmo chiamarli consiglieri di “Abruzzo Petrolio & Cemento”», mentre l'Abruzzo è «una regione che parla di futuro ma vive nel passato», osservano, ricordando che «in Italia l'economia dei parchi è l'unica in crescita, di fronte ad una crisi durissima che investe tutti i settori"» ed auspicando, in tal senso, «una scelta politica forte, seria e decisa per costruire il futuro di questo territorio e dare garanzie alle nuove generazioni».
Lorenzo Dolce
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