Medici di famiglia in studio 16 ore al dì per sette giorni

16 Aprile 2016

Le Regioni approvano le linee di indirizzo delle convenzioni con i sanitari di base Il singolo professionista si appoggerà a una rete di colleghi. Novità anche per il Cup

PESCARA. Basta con le file interminabili al pronto soccorso, stop alla ricerca affannosa del medico di famiglia o del pediatra. Mai più angoscia da ambulatorio chiuso nei giorni festivi. E niente più attese infinite al Cup per prenotare una visita alla fine dei tempi. Sembra il paradiso degli assistiti, è solo l’atto di indirizzo per il rinnovo delle convenzioni di medici di famiglia e pediatri che le Regioni hanno approvato mercoledì scorso.

Un atto anticipato in Abruzzo da due decreti commissariali firmati a marzo. E’ in sostanza l’altro lato della riorganizzazione degli ospedali e della chiusura dei reparti doppione che preoccupa tanto le comunità locali.

Che cosa contengono in concreto questi atti di indirizzo? Semplificando, gli studi dei medici di famiglia si metteranno in rete sul modello delle farmacie e garantiranno il servizio 16 ore al giorno dalle 8 alle 24 per 7 giorni su 7. Nelle ore notturne l’assistenza sarà invece affidata all’Emergenza-Urgenza-118. Per prenotare esami e visite si farà tutto nello studio del medico e non dai Cup. Nelle Case della salute e degli ospedali di comunità potranno essere allestiti maxi-ambulatori, con più medici di famiglia, dove sarà possibile fare le prime analisi cliniche, gli accertamenti diagnostici meno complessi e la piccola chirurgia ambulatoriale .Novità anche per i pediatri che garantiranno l’apertura degli studi in rete dalle 8 alle 20 per 5 giorni alla settimana. E’ il sistema della “continuità assistenziale”, che sposta molti dei servizi dagli ospedali (soprattutto dai pronto soccorsi) al territorio. A garantire tutto questo saranno le Aft, Aggregazioni territoriali funzionali. Che non sono un luogo fisico dove si erogano servizi di cura, come per esempio i poliambulatori, ma è un nuovo modello organizzativo che consente al cittadino di trovare sempre il medico in ogni momento della giornata. Se per esempio il nostro medico di fiducia ha terminato il suo turno, ce ne sarà comunque un altro a disposizione. Una volta nel suo studio, quel medico, tramite un collegamento internet a una banca dati, potrà visionare il nostro profilo sanitario e rispondere in maniera efficace alle nostre richieste. L’atto di indirizzo stabilisce che ogni AFT dovrà avere un bacino di utenza non superiore ai 30mila abitanti, quindi sarà abbastanza capillare. Spiega l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci: «Il sistema sanitario deve adattarsi ad una domanda in continuo mutamento, garantendo maggiore attenzione alle fragilità, ai cronici, ai non autosufficienti e agli anziani. Nello spostare il baricentro dell’assistenza dagli ospedali al territorio, pertanto, deve essere privilegiata l’erogazione di prestazioni il più possibile vicino al domicilio del paziente, potenziando la funzione di indirizzo del percorso di cura del Medico di Medicina Generale. Gli atti di programmazione predisposti vanno nella direzione di rafforzare l’assistenza territoriale e rappresentano un vero e proprio cambiamento che preveda un importante integrazione tra territorio e ospedale e mette al centro un assistenza più di qualità per il cittadino». Ora tutto si sposta sulla trattativa con i protagonisti: medici e pediatri. Le reazioni sono di disponibilità. E non è poco.

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