Medicina, in Abruzzo il 60% dei bocciati ai test

23 Settembre 2015

Strage di candidati alle facoltà di L'Aquila e Chieti (61%), mentre la media nazionale si ferma al 52%. Ora gli studenti dovranno aspettare eventuali rinunce oppure optare per altre facoltà

PESCARA. Non se la sono cavata troppo bene i ragazzi che hanno affrontato il test d'ingresso a Medicina nei due atenei abruzzesi, L'Aquila e Chieti-Pescara: il numero degli insufficienti, ovvero di coloro che non hanno conseguito neppure il punteggio minimo di 20 per entrare in graduatoria, è stato decisamente al di sopra della media nazionale. Per la precisione siamo al 60% all'Aquila e al 61% alla D'Annunzio, contro un dato nazionale  che si ferma al 52%. Per ora siamo ai dati complessivi, occorrerà attendere il due ottobre, quando ai punteggi si associeranno i nomi e si conosceranno le identità di chi è subito ammesso e di chi invece deve attendere le rinunce altrui per guadagnarsi un posto. Quel 60-61% di bocciati di cui parlavamo sopra, invece, dovrà optare per altre facoltà, non avendo raggiunto neppure il livello minimo di preparazione, forse sorpresi dalla difficoltà dei test di biologia e chimica. In generale i primi dati diffusi dal ministero segnalano in tutt'Italia un calo del livello di preparazione: di anno in anno i non idonei aumentano in maniera netta, dal 2013 al 2015 sono passati dal 38% al 52% del totale.