«Meloni c’è, aspettiamo gli altri leader»

10 Novembre 2018

Il senatore Marsilio, in visita al carcere e al tribunale di Sulmona, rilancia: «A Fdi l’onere e l’onore di guidare la coalizione»

PESCARA . «Il centrodestra ha affidato a Fratelli d’Italia l’onere e l’onore di guidare la coalizione in Abruzzo. Siamo solo in attesa che il lavoro iniziato sul tavolo nazionale si completi con una nuova occasione di confronto. Sono già due settimane che Giorgia Meloni ha lanciato un appello in questa direzione, speriamo che la stessa disponibilità l’abbiano anche gli altri leader della coalizione. Parlo del livello nazionale, perché quelli regionali sono certo attenti e sensibili, e vogliono che prenda il via la campagna elettorale con un candidato presidente condiviso». È garbato, ma deciso, il senatore Marco Marsilio, da tempo indicato nella rosa dei tre nomi dalla quale dovrebbe uscire (se saranno rispettati gli accordi nazionali) il candidato alla presidenza della Regione in occasione delle elezioni del prossimo 10 febbraio, nei confronti degli alleati. «Naturalmente», aggiunge, «siamo i primi a essere interessati che questo avvenga il più presto possibile, perché abbiamo una responsabilità maggiore in questa regione, la prima che andrà al voto». Oggi, con Giandonato Morra e Massimiliano Foschi (gli altri due nomi nella lista di FdI), Marsilio sarà a Chieti per annunciare l’ingresso nel partito di Rocco Micucci, sindaco di Rapino.
VISITA AL CARCERE. Ieri il senatore Marsilio ha fatto visita al carcere di Sulmona, e a seguire anche al tribunale, tra quelli che nel 2020 dovrebbero essere dismessi in seguito alla riforma del 2012. A riceverlo, il presidente Giorgio Di Benedetto e gli avvocati. La chiusura è un’evenienza da scongiurare, per Marsilio, così come per gli altri tribunali abruzzesi (Avezzano, Lanciano e Vasto), perché «non tiene conto delle distanze reali e delle condizioni orografiche del territorio». Tuttavia, «c’è un impegno nel contratto di governo che parla dell’intenzione di voler tornare indietro rispetto alla questione della chiusura dei tribunali minori». E per quanto riguarda il penitenziario, il senatore riferisce di aver trovato «le carenze tipiche, patologiche, del sistema carcerario», che si concentrano soprattutto su una pianta organica carente del 10% rispetto ai fabbisogni, a fronte del 25% in più di detenuti di quelli previsti. «Se fossero rispettate le due proporzioni», ha detto, «già ci sarebbe una sofferenza, perché la pianta organica è sottostimata per un carcere di massima sicurezza». A parte questo, Marsilio ha riferito di aver trovato una struttura pulita e ben tenuta dal personale, «rispetto ad altri istituti che hanno un margine di degrado molto evidente. Al carcere di Sulmona c’è un altro clima, dovuto anche alla mancata promiscuità fra detenuti legati alla criminalità organizzata e detenuti per reati comuni».