Meno burocrazia per i cittadini, Fratelli d’Italia lancia il piano

Nel documento di FdI lo stop alla richiesta di dati già acquisiti dalla pubblica amministrazione
Il capogruppo Verrecchia: «Un aiuto anche per le imprese». Nessun costo aggiuntivo in bilancio
L’AQUILA
Faldoni di documenti e doppioni di informazioni che ingolfano le banche dati della pubblica amministrazione. Per smaterializzarli e semplificare il lavoro, una proposta di legge lancia il piano “Abruzzo Una Volta Sola”: a firmare l’iniziativa, il capogruppo in Regione di Fratelli d’Italia, Massimo Verrecchia. Il suo «impegno concreto», messo nero su bianco, mira a identificare le procedure migliorabili per sbrigliare l’impasse burocratica senza adempimenti superflui, controllando «che cittadini e imprese ne ricavino benefici effettivi», spiega il consigliere. Meno carte da raccogliere, meno richieste ripetute. La proposta di legge impedirebbe così alla Regione di chiedere ai cittadini documenti e informazioni che la pubblica amministrazione possiede già e che può acquisire direttamente dalle banche dati disponibili, con un occhio di riguardo per i cittadini anziani o affetti da disabilità e per le piccole e medie imprese ingarbugliate nella raccolta di certificati, nella compilazione di moduli e nella ripresentazione di documenti: una perdita di tempo oltre che di risorse. Ma la proposta tocca quasi ogni punto del vivere quotidiano: l’attenzione, spiega Verrecchia, sarà rivolta in particolare ai procedimenti che interessano più frequentemente cittadini e imprese, ovvero contributi, bandi e agevolazioni regionali, sostegno alle imprese e attività professionali, i settori dell’agricoltura e del turismo, la formazione professionale, le politiche sociali, l’edilizia e le autorizzazioni, le concessioni e i nulla osta regionali, ma anche i procedimenti finanziati con risorse europee, statali e regionali. Con una partecipazione diretta dei cittadini, coinvolti nel processo di semplificazione delle pratiche: nel portale digitale “Abruzzo Una Volta Sola” cittadini, imprese e professionisti potranno conoscere i documenti effettivamente necessari per una pratica, le informazioni che la Regione può acquisire direttamente, i tempi previsti e l’amministrazione responsabile del procedimento, ma anche segnalare richieste documentali ritenute duplicate o non necessarie. Tra gli attori coinvolti ci sono anche gli enti locali: con loro la Regione promuoverà accordi per l’interoperabilità dei sistemi informativi, la formazione del personale, i processi di acquisizione e digitalizzazione delle pratiche e dei dati forniti dai cittadini e il loro riutilizzo.
Quanto costa? La proposta promette l’invarianza finanziaria, senza dunque nuovi oneri a gravare sul bilancio della Regione e attingendo, quando possibile, da risorse europee o nazionali. Per rendere il cambiamento verificabile, la giunta regionale, secondo la proposta di legge presentata da Fratelli d’Italia, porterà annualmente al Consiglio una relazione sull’attuazione della legge, indicando i risultati raggiunti, i dati acquisiti e i procedimenti semplificati, nel rispetto di un principio riassunto così dal capogruppo di FdI: «Se la pubblica amministrazione possiede già un’informazione e può utilizzarla legittimamente, non deve costringere una persona a fornirla di nuovo». (al.mu.)

