L’Abruzzo è (poco) green. Troppe auto e pochi bus

Nel rapporto Ecosistema Urbano, si salvano Pescara (62ª) e Teramo (68ª)
PESCARA
Quanto sono green le città abruzzesi? Non abbastanza, stando alla 33ª indagine Ecosistema urbano condotta da Legambiente e Ambiente Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore che, per l’Abruzzo, mette in luce ancora una serie di criticità. Ai classici parametri presi in esame, come la raccolta differenziata, la quota di dispersione della rete idrica, il verde accessibile e molto altro, quest’anno è stato aggiunto quella della depurazione dell’acqua e, più precisamente, le sostanza organiche e inorganiche ancora presenti all’uscita dal depuratore. A non cambiare sono le caratteristiche dei centri che dominano la classifica di Ecosistema urbano: città medio piccole, situate in buona parte al Nord. Per incontrare la prima città abruzzese, Pescara, bisogna scorrere la graduatoria nazionale fino al 62° posto, con un 52,57% di punteggio complessivo; al 68° troviamo Teramo con il 50,81%; L’Aquila è dieci posizioni più in basso, 78ª in classifica con il 48,21%. Fanalino di coda Chieti, 83ª, con un punteggio del 47,27%. Ai primi tre posti della classifica ci sono capoluoghi che, spesso, occupano le posizioni di testa della graduatoria finale di Ecosistema Urbano: Mantova, prima quest’anno, era seconda nella passata edizione. Seconda si piazza Trento, che nel 2025 era prima. Il terzo posto è occupato da Bolzano. La città altoatesina lo scorso anno era quarta.
PARAMETRI in GRAdUATORIA
I parametri che determinano la classifica delle performance ambientali dei comuni di Ecosistema Urbano 2026 di Legambiente, basate su dati comunali relativi al 2025, tornano ad essere 20 e prevedono l’assegnazione di un punteggio massimo teorico di 100 punti. Gli indicatori selezionati per la graduatoria complessiva dei 106 capoluoghi esaminati nel report coprono 6 componenti ambientali presenti nelle città: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. Il 100% resta, comunque, ancora lontano e solo Mantova supera l’80% del punteggio, toccando 81,29%. La soglia dei 75 punti su 100 viene superata solo dalle prime tre città: oltre Mantova, Trento (seconda con 76,53%) e Bolzano (terza con 75,47%). In coda alla classifica tutte città del sud: Caserta al 102° posto con il 38,57%; Catania al 103° con 37,45%; Palermo al 104° con un punteggio del 36,74%; Reggio Calabria penultima, al 105° con il 35,45%. E, in ultima posizione, Napoli con il 30,80%.
ABRUZZO (POCO) GREEN
Quanto ai capoluoghi abruzzesi, come detto, navigano tra il 62° e l’83° posto. Pescara guida le migliori città abruzzesi con il 52,57% dei punti conquistati e migliora in quasi tutte le statistiche, in particolare nella raccolta dei rifiuti e dei consumi idrici, fatta eccezione per la qualità dell’aria. Teramo con il 50,81% dei punti, registra un balzo in avanti sulle isole pedonali, ma perde posizioni sul trasporto pubblico. L’Aquila si piazza al 78° posto con 48,21% punti e miglioramenti nella qualità dell’aria (tra i più alti in Italia), rifiuti e piste ciclabili, ma in discesa per trasporto pubblico, consumi idrici e tasso di motorizzazione (tra i più alti del Paese). Chiude Chieti con il 47,27% del punteggio, nonostante il miglioramento nei consumi idrici, piste ciclabili e uso efficiente del suolo.
MIGLIORI E PEGGIORI
Analizzando le singole voci, Teramo figura tra i centri peggiori per consumi idrici domestici, come anche per dispersione della rete idrica e per efficienza del sistema di depurazione. In quest’ultimo caso, è accompagnata da Chieti. Quanto all’offerta del trasporto L’Aquila figura tra le città con le performance migliori, ma tra le peggiori in Italia come tasso di motorizzazione delle auto e per energie rinnovabili. Quanto alla raccolta differenziata, solo Ferrara, Cesena, Treviso, Nuoro e Pordenone superano il muro dell’85%, mentre scende l’acqua dispersa dalla rete idrica che dal 36,1% dello scorso anno si ferma al 34,7%: questa la percentuale di acqua potabile che non arriva ai rubinetti. Il rapporto di Legambiente evidenzia, inoltre, come il servizio di trasporto pubblico sia in lenta ripresa, ma l’insieme dei capoluoghi resta ancora molto lontano dai numeri delle migliori città europee. A Lucca e Venezia ci sono più aree pedonali, mentre Reggio Emilia resta la regina delle bici. E ancora, a Rimini e Mantova si trova il maggior numero di zone limitate al traffico. Nel complesso dei capoluoghi esaminati, la media della superficie urbana dedicata alle infrastrutture per la ciclabilità, si attesta a 10,95 metri ogni cento abitanti. Quanto alle energie rinnovabili, Legambiente ha scelto di considerare, oltre la diffusione del solare termico e fotovoltaico su strutture pubbliche, anche altre tipologie di impianti pubblici alimentati da fonti rinnovabili come il geotermico e l’idroelettrico. Sono in totale 23, contro le 22 dello scorso anno, le città che vantano almeno 10 kW ogni 1.000 abitanti, mentre 14 città (erano 11 nella passata edizione del report) non raggiungono ancora 1 kW ogni 1.000 abitanti, con un evidente peggioramento.
