Mercatone, in centinaia a rischio
Rotte le trattative con l’azienda, si spera in nuovi acquirenti
PESCARA. Sono centinaia i posti a rischio in Abruzzo a causa della crisi che avvolge Società Mercatone l’azienda dei grandi capannoni nei quali si compra di tutto. I numeri sono riportati dalla Unione italiana lavoratori turismo commercio e servizi al termine dell’incontro con i rappresentanti aziendali nel quale sono state rotte le trattatove.
Mercatone è in regime di concordato. In Abruzzo ha punti vendita a Scerne di Pineto, San Giovanni Teatino e Colonella. Bruno Di Federico, della segreteria Uil Tucs, racconta che per i punti vendita Mercatone Business, si è passati ad analizzare la richiesta dell'azienda per un utilizzo maggiore degli ammortizzatori sociali con un ulteriore riduzione dell’orario di lavoro dei dipendenti in contratto di solidarietà, ormai da tre anni. «I dipendenti per altro non percepiscono la quota di solidarietà che antecedente al concordato era anticipatadall 'azienda per conto dell'lnps», sottolinea Uiol Tucs.
Inizialmente le organizzazioni sindacali hanno dato parere favorevole all'incremento delle ore di solidarietà da patte di tutti i lavoratori, a patto che vi fosse un sostanziale cambiamento di gestione da parte dell'azienda, e venisse condiviso un piano industriale di rilancio. Mercatone inizialmente si era dichiarata disponibile,successivamente, sempre secondo la versione dei sindacati, non avrebbe dato seguito all’intesa. «La rottura delle trattative è stata a quel punto inevitabile», spiega Di Federico. In attesa di conoscere l'esito della procedura per la ricerca di possibili acquirenti, è stata indetta un'assemblea in tutte le filiali.
Il segretario generale Uil Tucs Mario Miccoli è preoccupato per le conseguenze in Abruzzo: «La sensibilità dimostrataci dall'assessore Lolli, ci fa ben sperare circa, la possibilità di rintracciare nuove esperienza imprenditoriali capaci di ridare smalto ad un indotto che complessivamente conta circa 300 addetti».(cr.re.)

