Mercatone Uno, si riaccende la speranza

Il tribunale fa la prima mossa che dà il via libera alla cassa integrazione. E Intesa congela le rate dei mutui dei dipendenti
PESCARA. Si intravede uno spiraglio per i 1.800 dipendenti di Mercatone Uno: il tribunale di Bologna ha infatti sbloccato la possibilità di avviare le procedure per la cassa integrazione (cig) e i commissari annunciano che a breve la richiesta verrà inoltrata al Mise. Intesa Sanpaolo annuncia intanto che saranno sospese le rate dei mutui e dei prestiti ai dipendenti. Le due notizie sono rimbalzata ieri in Abruzzo, dove hanno sede tre dei 55 store del marchio fallito. Da noi sono oltre cento i dipendenti dei supermercati chiusi a San Giovanni teatino, Colonnella e Scerne di Pineto, rimasti senza lavoro.
La novità della cig arriva dopo una serie di interventi già annunciati dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo, Luigi Di Maio: estensione del fondo per le vittime di mancati pagamenti, da 30 milioni di euro, ai fornitori di Mercatone Uno, nel caso in cui l'azienda venisse imputata di bancarotta fraudolenta e appunto lo sblocco della cig dopo la decisione del tribunale (arrivata ieri). Questo anche se - diceva Di Maio - «la cassa integrazione non dura in eterno. È necessario trovare un investitore che possa avviare la cosiddetta reindustrializzazione». Ma il tribunale di Bologna ha comunicato al Mise la disponibilità all'autorizzazione condizionata per l'approvazione del programma di cessione che verrà presentato dai commissari di Mercatone Uno.
È il percorso propedeutico allo sblocco degli ammortizzatori sociali. Successivamente partirà la fase di reindustrializzazione per garantire un futuro certo ai lavoratori. E i commissari, Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari, spiegano che il tribunale di Bologna ha disposto la revoca dei provvedimenti di cessazione dell'esercizio dell'impresa, subordinandone l'efficacia al rilascio da parte del Ministero dello Sviluppo Economico della proroga del Programma di liquidazione dell'azienda.
«Preso atto del provvedimento - affermano - presenteranno a breve l'istanza al Ministero per concludere l'iter delineato dal Tribunale per la retrocessione all'amministrazione straordinaria dei compendi aziendali e rendere così possibile l'accesso dei dipendenti agli ammortizzatori sociali previsti dalla legge. I commissari, inoltre, si riservano di illustrare nei tempi più rapidi le prossime attività previste dal Programma».
Intesa Sanpaolo, per supportare i dipendenti della società Mercatone Uno, ha intanto deciso di dare la possibilità a coloro che tra i 1.800 lavoratori del gruppo imolese sono suoi clienti di sospendere le rate di mutui e prestiti personali per un periodo fino a 12 mesi. La domanda di sospensione andrà presentata dai dipendenti interessati presso la propria filiale Intesa Sanpaolo, che provvederà a valutarla. «Siamo vicini ai dipendenti e alle loro famiglie che stanno vivendo un periodo difficile. Abbiamo riflettuto su quale tipo di intervento potevamo compiere per aiutare in modo concreto i lavoratori del gruppo e questo ci è sembrata allo stato attuale un gesto chiaro ed efficace - spiega Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo -. Noi siamo una banca e possiamo solo fare la banca, ma con il compito essere vicini alle persone e alle comunità locali. L’attenzione alle dinamiche e alle esigenze sociali dei territori è per Intesa Sanpaolo uno dei capisaldi della propria mission e strategia aziendale».

