«Mezzi di dissuasione per l’orso»

15 Settembre 2014

Chi vive nelle zone calde può chiedere i recinti elettrici

PESCASSEROLI. «Tra oggi e domani saranno attivate azioni di dissuasione mettendo a disposizione della popolazione recinti elettrificati efficaci per tenere lontani gli orsi dalle case e dai pollai». Lo garantisce il presidente del Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise, Antonio Carrara, originario proprio di Pettorano sul Gizio, di ritorno dal Marocco dove ha appreso la notizia del ritrovamento dell'orso morto nel territorio del suo paese. «Consiglierei prima molta prudenza» afferma Carrara «e dico che bisogna attendere i risultati delle analisi per capire se effettivamente si tratta di avvelenamento come causa di morte dell'orso. Nel sopralluogo dagli uomini della Forestale con i cani antiveleno non sono stati trovati bocconi avvelenati. Prima di sollevare scudi, con taglie, bisogna andarci cauti. Non fa bene a nessuno creare allarmismi». Carrara tiene a fare alcune precisazioni cominciando dal fatto che il suo paese non è un territorio ostile agli orsi e che l'area di Pettorano non fa parte del Parco nazionale d'Abruzzo. «Quando è stata investita Peppina, tutti hanno parlato di uccisione e non era vero; quando fu ritrovato il collare di Gemma si parlò ancora di uccisione e anche in quel caso non corrispondeva a verità. Ritengo quindi che occorre prudenza anche in questo caso». Carrara condivide l'idea di Legambiente, che sollecita il potenziamento delle strutture del Parco. «Sulla base dell'esperienza di questi mesi ritengo che vada presa in considerazione questa ipotesi, così da consentire più efficacia di azione all'interno e all'esterno del parco, per dare risposte più immediate in termini di prevenzione e di intervento. Non si possono avere terre di nessuno in cui non si capisce chi se ne deve occupare», dice il presidente del Pnalm, spiegando che «non si può ritenere che una Riserva regionale possa avere competenze e strutture adatte per affrontare da sola il problema dell'orso, nonostante l'ottimo lavoro sull'animale svolto in questi anni dalla Riserva del Monte Genzana, con il monitoraggio, avvistamenti. Ma la Riserva non ce la fa a fare da sola». Rafforzare una struttura, secondo Carrara, vuol dire andare ad incrementare, ad esempio, veterinari e biologi (che al momento sono solo due) e attuare il coordinamento delle aree protette «è un'ipotesi questa su cui stiamo costruendo il nuovo progetto Life». Tornando a Pettorano, la questione, nello specifico, riguarda «la frequenza assidua, soprattutto negli ultimi tempi, di alcuni orsi che contemporaneamente hanno assunto lo stesso comportamento dell'orsa Gemma, ormai frequentatrice assidua del centro abitato di Scanno, sviluppando l'abitudine ad avvicinarsi alle case e ai pollai». Che non si possa far finta di nulla lo sa bene il presidente Carrara, il quale afferma che «sarebbe un errore non dare risposte da questo punto di vista».